I 14 momenti più importanti della carriera di Pirlo

I 14 momenti più importanti della carriera di Pirlo

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Gli hanno cucito addosso l’appellativo di “maestro”,  un soprannome che racchiude l’essenza di uno dei giocatori più forti del nuovo millennio. Un maestro capace di dipingere punizioni imprendibili, assist armoniosi e geometrie di gioco che pochi hanno mai professato sui campi da calcio. Talento, classe, genio e passione fusi in una macchina perfetta, nonostante di robotico non abbia praticamente nulla. Questo è stato e questo continua ad essere Andrea Pirlo. Il ‘maestro’ continuerà a professare la sua religione lontano dalle sponde italiche, precisamente in quel di New York, portandosi dietro un bottino di 508 partite disputate in Serie A e 60 gol all’attivo. Andrea Pirlo è una leggenda vivente del calcio italiano, un’icona indelebile come testimoniano i trofei vinti in carriera: una Coppa del mondo, due Champions, sei scudetti, un mondiale per club, un Europeo under 21, due supercoppe europee, due coppe Italia, un torneo di Viareggio e una medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atene 2004. Il regista chiude la sua avventura alla Juventus (e in Italia) con la vittoria dello scudetto, il quarto consecutivo con la maglia bianconera, il quinto di fila se consideriamo anche quello vinto con la maglia del Milan, segno evidente di quanto sia stato decisivo per qualsiasi squadra che abbia avuto il privilegio di annoverarlo tra i propri ranghi. E se si guarda ai pronostici di GazzaBet per la serie A per l’anno 2015/16, Pirlo mancherà sicuramente alla Juventus anche se i pronostici la danno sempre favorita.

Nel 2012 The Guardian lo ha insignito come l’ottavo calciatore più forte al mondo. L’anno successivo Bloomberg lo ha inserito al quinto posto tra i migliori calciatori europei. Pirlo è un patrimonio del calcio italiano riconosciuto a livello internazionale, un giocatore che ha innalzato il blasone di un calcio italiano spesso considerato solo Catenaccio e contropiede.

Dagli esordi col Brescia, alle lacrime della finale di Berlino persa con il Barcellona, ripercorreremo le tappe della carriera di uno dei più grandi talenti del calcio di casa nostra.

L’esordio in serie A
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21 Maggio 1995, Reggiana-Brescia. Andrea Pirlo debutta in Serie A due giorni dopo aver compiuto 16 anni. Scende in campo a sostituire il centrocampista Marco Schenardi a fine partita. E’ l’unica presenza in A durante quella stagione. L’allenatore Mazzone, fu il primo a farlo giocare nel ruolo che riveste oggi.

Il trionfo al torneo di Viareggio

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Dopo l’esordio in prima squadra, Andrea Pirlo rientra nei ranghi della cantera bresciana. Un anno chiave per il talentuoso giocatore che si rende protagonista di una stagione importante tra le giovanili del club lombardo. Nel mese di febbraio 1996 trascina il Brescia Primavera alla prima vittoria nel Torneo di Viareggio.

La conquista dell’Europeo Under 21
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Per Andrea Pirlo arrivano anche i primi successi importanti a livello internazionale. Con la maglia dell’Italia Under 21 vince l’Europeo di categoria, superando in finale la Repubblica Ceca con una sua doppietta. E’ la notte della sua definitiva consacrazione. Il bresciano concluderà la competizione con tre gol all’attivo e il titolo di miglior giocatore.

Pirlo-Inter: non ci siamo mai amati
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Il feeling tra l’Inter e Pirlo stenta a decollare. Nella stagione 2000-2001 viene spedito in prestito al Brescia. L’allenatore delle Rondinelle Carlo Mazzone decide di cambiare ruolo al giocatore: Pirlo, quindi, da trequartista e mezzapunta si trasforma in playmaker puro, arretrando la propria posizione in campo. Il suo nuovo ruolo da regista gli permette di co-abitare con Roberto Baggio, anche se un infortunio occorsogli nell’aprile del 2001 pone fine prematuramente alla sua stagione.

Inizia l’avventura con il Milan
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Nell’estate del 2001 passa al Milan per 35 miliardi di lire. Ancelotti lo rende un asso, facendolo giocare nel ruolo di centrocampista centrale basso, recuperando la sua originaria posizione con la squadra di Mazzone. La prima stagione non è molto esaltante, ma nel 2002, complici gli infortuni di Ambrosini e Gattuso, gioca più spesso da titolare, divenendo ben presto un regista di classe. In maglia rossonera vince due scudetti, due Champions League e un Mondiale per club.

Solleva la prima Champions League
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Nella stagione 2002-2003, ad un anno dal suo arrivo al Milan, vince la sua prima Champions League. Nella finalissima dell’Old Trafford contro la Juventus, rimane in campo per 71′, ma ha rivestito un ruolo chiave nella cavalcata trionfale del Milan fino alla finale di Manchester. Dopo l’Europeo Under 21 conquista il suo secondo alloro a livello continentale, consacrandosi come un uomo chiave nell’albero di Natale di Carletto Ancelotti.

Vince il suo primo campionato
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Un anno dopo la vittoria della Champions League, Andrea Pirlo assapora anche il gusto della vittoria tra i confini nazionali. E’ la stagione 2003-2004 e il Milan è ormai una macchina perfetta (o quasi). Lui è tra i protagonisti della vittoria dello scudetto rossonero. Chiuderà l’anno con 32 presenze e 6 gol in Serie A. Stagione da incorniciare

L’esordio in Nazionale con Trapattoni
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7 settembre 2012, Andrea Pirlo fa il suo esordio con la maglia della Nazionale guidata ai tempi da Giovanni Trapattoni nella sfida tra gli azzurri e l’Azerbagian. Inizia con il Trap la lunghissima avventura del talento bresciano con la Nazionale, l’unico giocatore insieme a Daniele De Rossi e Mario Balotelli, ad aver segnato almeno una rete in ognuna delle tre principali competizione calcistiche disputate dalla Nazionale maggiore

Il bronzo olimpico di Atene
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7 settembre 2012, Andrea Pirlo fa il suo esordio con la maglia della Nazionale guidata ai tempi da Giovanni Trapattoni nella sfida tra gli azzurri e l’Azerbagian. Inizia con il Trap la lunghissima avventura del talento bresciano con la Nazionale, l’unico giocatore insieme a Daniele De Rossi e Mario Balotelli, ad aver segnato almeno una rete in ognuna delle tre principali competizione calcistiche disputate dalla Nazionale maggiore

Il Mondiale vinto in Germania

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L’Italia reduce da Calciopoli approda ai Mondiali con tutti i pronostici contro. Andrea Pirlo disputa un torneo sontuoso. Il talento bresciano rompe il ghiaccio con la rete messa a segno contro il Ghana. Nella semifinale contro i padroni di casa della Germania è l’autore dell’assist per la rete di Fabio Grosso. Nella finale vittoriosa contro la Francia firma il primo rigore e conquista il titolo di “Man of the Match”. Esperienza sontuosa.

La vendetta: per la seconda volta sul tetto d’Europa

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23 Maggio 2007, Atene è una bolgia per il remake della finale Milan-Liverpool. Questa volta Pirlo e compagni non sbagliano e si vendicano dell’amara sconfitta di due anni fa. Il genio bresciano firma su punizione l’assist per Filippo Inzaghi che vale il vantaggio rossonero sugli inglesi. La vendetta è consumata.

La prima Coppa Intercontinentale

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Andrea Pirlo si toglie la soddisfazione di salire sul tetto del mondo anche con la casacca del Milan. La vittoria nella finale del Mondiale per Club 2007 contro il Boca Juniors suggella la rivincita di quella finale persa amaramente ai rigori nel dicembre 2003.  Nel 2007, grazie alle vittorie ottenute col Milan in Champions League, nella Supercoppa Europea e nel Mondiale per Club, si classifica al quinto posto nella corsa al Pallone d’Oro.

10 maggio 2011: 400esima partita con la maglia del Milan

400 partita Milan

Il 10 maggio 2011 Andrea Pirlo timbra la presenza numero 400 con la maglia del Milan. Per l’occasione gli viene concessa la possibilità di indossare per la prima volta la fascia da capitano. Per il Mastro è anche l’ultima stagione con la maglia rossonera, chiusa con la conquista del 18esimo scudetto.

Il primo scudetto alla Juve

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Andrea Pirlo si rende conto di non essere più nei piani della società e decide di non rinnovare il contratto. Passa a parametro zero alla Juventus tra la diffidenza generale degli addetti ai lavori. Andrea Pirlo vive una seconda giovinezza a Torino. Antonio Conte gli costruisce una squadra intorno e lui si esalta con le sue solite geometrie. Il 6 maggio 2012, con una giornata d’anticipo, Andrea Pirlo e la Juventus vincono il primo scudetto post Calciopoli.

L’esperienza con la maglia della Juventus è l’ultima di Andrea Pirlo nella Serie A. Quattro scudetti, una Coppa Italia e due Supercoppe Italiane, il bottino conquistato da  Andrea Pirlo durante i quattro anni trascorsi in casa bianconera, una seconda giovinezza che nessuno si aspettava dopo l’addio al Milan. Il mago di Brescia al termine di questa stagione trionfale, che ha visto la Juventus accarezzare il sogno Triplete, ha deciso di salutare la ‘Vecchia Signora’ per svernare nella MLS con la maglia dei New York City.

Dalla provincia di Brescia al sogno americano, passando per i tre club più titolati della Serie A e i successi con la maglia della Nazionale. Andrea Pirlo ne ha fatta di strada da quel lontano 21 Maggio 1995, giorno in cui ancora sbarbatello ha fatto il suo ingresso nel calcio che conta. Mazzone, Ancelotti, Allegri, Conte e Lippi sono stati i tecnici che hanno avuto la fortuna di allenare uno dei più grandi fuoriclasse del calcio moderno, un regista capace di incantare le platee di tutti gli stadi più esigenti. Con l’addio di Pirlo il calcio italiano perde un pezzo di storia, ma come la storia insegna tutto ha inizio e tutto ha una fine.