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“La Fiorentina si mette in tasca 3 punti preziosi contro un Genoa coriaceo che ha deciso di non giocare per oltre un’ora, cioè fino all’espulsione di Badelj. Dopo gli innesti di Gasperini mettono in grande difficoltà la viola che costruisce un vero e proprio muro davanti a Tatarusanu”

CHIAVE TATTICA Moduli quasi a specchio. La Fiorentina si dispone inizialmente a 4 dietro ma è solo apparenza, Pasqual è alto a sinistra mentre Bernardeschi accorcia spesso e volentieri, nei primi 45′ ne esce fuori un 3-4-2-1 dove i due trequartisti sono Rossi e Borja Valero. I rossoblu rispondono presenti con il 3-4-3 formato Gasperini: tantissima intensità sulle fasce e linee strette con i viola che faticano non poco a costruire il proprio gioco. Fondamentali Rincon e Tino Costa nella terra di mezzo genoana, entrambi “francobollati” sugli uomini di fantasia dei gigliati. Match decisamente bruttino, dove non arriva la tattica ci mette il proprio “tacon” Doveri con una gestione dei falli decisamente discutibile che finisce per spezzettare la gara. Dopo l’espulsione di Badelj al 64′ Paulo Sousa ridisegna la Fiorentina con un 5-3-1, Kalinic riferimento avanzato, Mario Suarez, VecinoBłaszczykowski cursori pronti ad allungare in contropiede.

IL MOMENTO Il cambio di Tino Costa al 55′. Gasperini richiama forse il migliore dei suoi, bravissimo fin lì a limitare sia Rossi che Borja Valero, per fare spazio alle geometrie di Dzemaili: la mediana del Genoa si sfalda alla grandissima in poco meno di cinque minuti. Il todocampista viola, liberato dal pressing, prende in mano il gioco e inizia a scambiare di prima con Babacar e Rossi, ne escono fuori le azioni più importanti del match che portano poi al gol partita del senegalese, guarda un po’ proprio su assist del numero venti viola. Coincidenze?

I PROTAGONISTI Babacar e Borja Valero i migliori tra i gigliati. La punta senegalese dopo una mezz’ora da “palombaro” in mezzo agli energumeni del Genoa fatica non poco ma riesce a venire a galla con un secondo tempo sontuoso condito anche dal bello stacco di testa che vale tre punti preziosi. Giro d’onore sotto la Fiesole per lui meritatissimo. Lo spagnolo cuce il gioco della Fiorentina con tocchi di prima, pressato, falcidiato, strattonato; quando i ritmi si abbassano si rivedono le splendide giocate a cui ci aveva abituato un paio di stagioni fa. Per il Genoa premio di consolazione ai due innesti nel finale di gara: Perotti e Lazovic. Bravissimi entrambi a creare la superiorità numerica sulle corsie esterne che costringono i 30mila del Franchi a tenere “il groppo in gola” fino 95′.

LA GIOCATA Il gioco a due nel finale tra Mario SuarezBłaszczykowski. Esperienza internazionale da vendere, capacità di intendersi dopo nemmeno tre giorni di allenamenti insieme, ecco cosa manca alla Fiorentina per fare il vero salto di qualità: carisma e voglia di prendersi le proprie responsabilità nei momenti chiave delle partite. Nei cinque minuti di recupero loro due si mettono a palleggiare sulla linea dell’out facendo passare la palla in un lembo di terra in mezzo alle gambe dei forsennati rossoblu, spettacolo “d’intelligenza” al Franchi.

TABELLINO FIORENTINA-GENOA

Fiorentina (3-4-2-1): Tatarusanu 6, Tomovic 5, Astori 6, Marcos Alonso 6; Vecino 5,5, Badelj 5, Borja Valero 6,5 (80′, Błaszczykowski sv), Pasqual 6; Bernardeschi 5, Rossi 6 (63′, Kalinic 6); Babacar 6,5 (65′, Suarez sv). All. Sousa.

Genoa (3-4-3): Lamanna 5; De Maio 5,5 (73′, Perotti 6), Burdisso 6, Izzo 6; Laxalt 5, Tino Costa 6 (55′, Dzemaili 5), Rincon 6, Cissokho 5,5; Ntcham 5, Pandev 5, Capel 5 (77′, Lazovic 6). All. Gasperini.

Gol: Babacar

Ammoniti: Capel, Vecino, Badelj, Rincon, Tomovic, Ntcham, Tino Costa

Espulsi: Badelj

IL MIGLIORE Borja Valero: Si prenda una quantità di botte incredibile per oltre un’ora, i liguri provano a farlo innervosire tant’è che per tutto il primo tempo trotterella in mezzo al campo dimenandosi senza sosta. La svolta all’uscita di Tino Costa, prende la viola per mano e la conduce alla vittoria. Voto 6,5

Stefano Mastini

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