SHARE

lazio-udinesepagelle

 

LA CHIAVE TATTICA- Con tanta voglia di riscattarsi la Lazio parte subito forte per dare un’impronta ben definita al match. Seppur non creando particolari problemi a Karnezis, la squadra di Pioli controlla prepotentemente il campo e dimostra una buona circolazione di palla, garantita da Cataldi e Parolo in forma e con un mauri che ovviamente aggiunge molta qualità a centrocampo. I bianconeri avanzano invece piano piano sfruttando vari calci piazzati, ma risultando poco pericolosi e macchinosi in avanti. In assenza di Di Natale infatti (in panchina) Thereau e Zapata in coppia non garantiscono rapidità e qualità tecnica, cambiando quindi la filosofia di gioco della squadra. Il secondo tempo invece vede una Lazio che riprende fiducia e diventa più pericolosa negli ultimi 15 metri, come probabilmente aveva chiesto Pioli. L’ingresso di Matri e Anderson però cambia totalmente le sorti del match, blindando il risultato e aggiungendo ancor più qualità. Tra il 60′ e il 75′ i padroni di casa “vincono” praticamente la partita, soprattutto grazie a una pressione offensiva molto forte e ad un palleggio a tratti spettacolare e molto divertente. Dal 2 a 0 in poi invece i biancocelesti diminuiscono ovviamente i ritmi di gioco, con l’Udinese che trova più spazi ma che non sfrutta a dovere.

I PROTAGONISTI- Keita inizia il match come prima punta, come abitudine ormai, e svolge come già fatto molte volte un ottimo lavoro in quanto con i suoi movimenti rapidi e imprevedibili crea moltissimi spazi per i compagni. Nel momento in cui viene però spostato sulla fascia (sia destra che sinistra) aumenta a dismisura la sua qualità e pericolosità, creando numerosissime azioni interessanti. Matri invece non poteva che esordire meglio di così, in un match difficile dove la chiave era semplicemente sbloccare il risultato l’attaccante di proprietà del Milan svolge il suo compito alla perfezione. Entrambi i suoi gol sono forse poco tecnici, ma assolutamente cinici ed efficaci: ciò che serviva a questa Lazio. Nell’Udinese invece continua a stupire Ali Adnan, capace di mettere in costante difficoltà un avversario ostico come Basta e si dimostra l’ennesima scommessa (forse) vinta dal club friulano.

LA GIOCATA- Anderson si trova sulla fascia sinistra, come di consueto, e punta come ha sempre fatto la passata stagione gli avversari, senza badare a quanti siano o di dove siano posizionati. Il brasiliano finalmente esprime il suo valore ancora messo da parte dall’inizio della stagione e con un fantastico controllo disorienta la retroguardia bianconera. Si sposta sulla linea di fondo e scarica un pallone teso e rasoterra per Matri, posizionato ottimamente e che “spara” in rete il decisivo vantaggio laziale. Semplice ed efficace.

IL MOMENTO- Minuto 55′, escono Lulic e Candreva ed entrano Felipe Anderson e Alessandro Matri, nuovo acquisto del club laziale in arrivo dal Milan. C’è grande attesa per l’esordio della punta italiana, che serviva così tanto alla squadra, ma in pochi avrebbero immaginato un esordio del genere. L’ex-Juve infatti impiega solo 10 giri d’orologio per conquistare il cuore della sua nuova tifoseria, spingendo in rete prima l’assist di Anderson e poi costruendo da sé, da vero rapace d’area, l’occasione del secondo gol. Pioli azzecca sia i cambi che la collocazione tattica, con lo spostamento di Keita sulla fascia assolutamente positivo.

Tabellino e Pagelle:

Lazio-Udinese 2-0 (64′ Matri, 73′ Matri)

LAZIO (4-2-3-1): Marchetti 6; Basta 6, Mauricio 6, Hoedt 6,5, Radu 5,5; Cataldi 6,5, Parolo 6,5; Lulic 5 (55′ Matri 7,5), Candreva 6,5 (55′ Anderson 6,5), Mauri 6 (83′ Milinkovic-Savic 6); Keita. A disp. Berisha, Guerrieri, Konko, Gentiletti, Braafheid, Morrison, Onazi, Milinkovic-Savic, Oikonomidis, Matri, Felipe Anderson, Kishna. All. Pioli.

UDINESE (3-5-2): Karnezis 5,5, Heurtaux 5,5, Danilo 6, Piris 5,5; Edenilson 6, Kone 6 (78′ Aguirre 5,5), Iturre 6, Fernandes 6 (57′ Badu 5,5), Adnan 6,5; Zapata 6, Thereau 5,5 (71′ Di Natale 6). A disp. Romo, Wague, Heurtaux, Felipe, Domizzi, Insua, Badu, Pasquale, Merkel, Marquinho, Di Natale, Aguirre. All. Colantuono

SHARE