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della valle-fiorentina

La Fiorentina strappa tre punti pesanti, e importanti, contro un avversario ostico come il Genoa di Gasperini, ma a far notizia non è il risultato del match, ne tantomeno il ritorno al gol di Khouma Babacar o la quasi ora di gioco di Pepito Rossi. Nossignore. La prima cosa che si vede dopo essere riapparsi dall’apnea finale del Franchi sono le dichiarazioni di Andrea Della Valle, lui sì uscito anzitempo dallo stadio di Firenze senza gustarsi il finale al cardiopalma che invece hanno vissuto tutti i tifosi racchiusi all’interno del “catino” viola.

PAROLE INQUIETANTI Della Valle non le manda a dire e dichiara “Il comunicato della Curva Fiesole e gli striscioni? Non voglio fare polemiche oggi, non ce l’ho con i tifosi, ma ci sarebbero tante cose di cui parlare. C’è un clima inquietante da qualche mese“. Intendiamoci, Della Valle è libero di poter dire tutto quello che vuole, soprattutto poi se sollecitato dai giornalisti, è però chiaro come la comunicazione nella grande famiglia Fiorentina non sia proprio uno dei cavalli di battaglia della casa. Senza andare a scavare troppo nel tempo e magari mantenendosi all’interno dell’ultimo periodo dell’anno si è passati da: Montella? Continuiamo un altro anno a “Montella esonerato”, poi “Per Salah c’è aria di ottimismo, lo abbiamo accontentato” a “Salah azione legale”, e ancora “Arriveranno 5 giocatori. Il nocciolo duro della squadra rimarrà”. Senza contare il viaggio a vuoto, a sfondo culturale evidentemente, di Milinkovic-Savic. Adesso tutti fanno la corsa nelle conferenze stampa per scusarsi, da Pradè “Adamo” a Rogg “Eva”, ognuno di loro depositario di tutte le colpe dell’universo, si prostrano alla bene e meglio davanti ai tanti giornalisti che invadono costantemente la sala Manuela Righini del Franchi, tutti rigorosamente schierati, cilicio in una mano, taccuino nell’altra. Invece la società se ne rimane dietro, quasi fosse un Demiurgo irraggiungibile che si fa schermo in continuazione con discorsi quali “Fair Play finanziario” mandando in “avan scoperta” i propri uomini. Kamikaze al massacro mediatico, che poi tanto massacro non è per ovvie ragioni.

IL CALCIO GIOCATO E’ meglio passare allora al calcio giocato tralasciando quanto successo davanti alle telecamere, “chi è causa del proprio male pianga se stesso” diceva il saggio, chissà che anche in casa Fiorentina non si possa fare lo stesso in tal senso. Qualcosa di buono si è visto sabato sul manto verde, in mezzo al parapiglia mostruoso di un Genoa venuto solo e soltanto per distruggere il gioco e non crearlo, la viola è riuscita a divincolarsi dal terribile abbraccio del “non calcio” fatto di nervosismo e tanti, tantissimi, falli e la fortuna ha premiato una squadra che è riuscita nell’impresa di portarsi a casa una di quelle vittorie non spettacolari ma che “fanno morale” in ottica europea (il Basilea giovedì sarà un avversario duro). Di più, un “fenotipo” di vittoria che alla Fiorentina di Montella non riusciva (tante volte i viola sono stati recuperati nel finale del match quando bisognava stringere i denti) e che invece adesso pare più ovvio poter pensare quando nel finale di partita si possono annoverare in campo giocatori quali Mario Suarez, Kalinic o Jakub Błaszczykowski, non proprio dei ragazzini anzi, tutti giocatori d’esperienza internazionale, un lusso che deve assurgere a caratteristica principale di una formazione che mira a fare bene in Europa League. Adesso i punti in classifica sono 6, giovedì c’è la coppa, domenica prossima il Carpi, bisogna vivere un match alla volta pensando che, nel bene o nel male, in questa Serie A ogni risultato è, ormai, plausibile.

 

Stefano Mastini