SHARE

mounier

La quarta giornata di Serie A è scivolata via senza particolari sorprese. L’Inter continua a vincere e con essa le altre big del campionato che, ormai ad un mese dall’inizio del torneo, sembrano aver ingranato la marcia giusta. Tra il poker nerazzurro, i 300 gol di Totti e la scorpacciata del Napoli, con una finestra già aperta sul turno infrasettimanale, c’è un protagonista che merita assolutamente di non passare sotto traccia. Lui è Anthony Mounier, di mestiere fa l’ala mancina e quest’anno apporterà un tocco di charme tutto francese al nostro campionato.

IL COLPO DI CORVINO – Arrivato in Italia gli ultimissimi giorni di mercato, pescato da quella vecchia volpe di Pantaleo Corvino in quel di Montpellier, il francese classe 87’ ha impiegato 180 minuti esatti per mettere il timbro sulla stagione 2015/16. Subito a Marassi in termini di classe e personalità e poi all’esordio al Dall’Ara con un gol pesante tanto quanto i 3 punti, i primi della stagione rossoblu. Bologna, che si era svegliata con il tonfo forte, ma tutto sommato prevedibile, delle dimissioni di Joe Tacopina, si aggrappa dunque al ‘Bel’Anthony’ per partire, adesso sì, nella stagione della rinascita.

LA CARRIERA DI ANTHONY – Cresciuto nel Lione dei Fenomeni dei primi anni 2000, Mounier si presenta al pubblico francese nella stagione 2008/09, quando Claude Puel lo esortò a rimanere almeno una stagione in prima squadra come rincalzo al tridente formato da Govou-Fred-Benzema. 19 presenze e 2 gol sono un bottino però che non lo appagano, e allora nell’agosto del 2009 decide di accettare la corte del Nizza, dove si consacrerà come uno delle migliori ali della Ligue 1. Dopo tre stagioni da titolarissimo, impreziosite da una media gol crescente anno dopo anno, nell’estate del 2012 passa al Montpellier fresco campione di Francia. E’ la stessa estate però dello sbarco a Parigi dei marziani Ibrahimovic e Thiago Silva, che da allora faranno incettata di titoli, lasciando alle altre solo magre consolazioni. La stagione migliore, per numeri e continuità di gioco, è sicuramente quella passata, in cui grazie a 9 gol e 7 assist porta il Montpellier ad un passato dalla qualificazione in Europa League.

CARATTERISTICHE TECNICHE – Ala vecchia scuola, al contrario dell’ormai sdoganato esterno mancino che ama agire sul versante opposto al suo piede naturale, Mounier mostra il meglio del suo repertorio giocando sulla fascia sinistra. Baricentro basso, piede per palati raffinati ma soprattutto una qualità e facilità di corsa, lo rendono il giocatore ideale del 4-2-3-1 di Delio Rossi, disimpegnandosi con gli stessi risultati in entrambe le fasi di gioco. L’esplosività delle gambe gli permette di arrivare sul fondo con facilità e servire al centro i compagni di reparto, i 40 assist in Ligue 1 confermano ampiamente questo aspetto. Il gol? In Francia l’abbiamo visto segnare in tutti i modi e da tutti i lati del campo, sinistro forte a incrociare sul palo lungo (come ieri al Frosinone), a giro partendo da destra ma anche dal dischetto e calci piazzati. A doti naturali di un certo spessore, Anthony ha avuto il merito negli anni di acquisire una notevole intelligenza tattica, che gli permette di leggere bene il gioco e dare il suo contributo in termini di leadership anche in giornate non particolarmente positive.

Insomma, le qualità ci sono tutte, il palcoscenico di Bologna, seppur notevolmente ridimensionato negli ultimi anni, rimane uno dei più nobili del nostro calcio. Di giocatori esplosi in età matura il campionato italiano ne ha ammirati tanti. Che sia arrivata la volta di Anthony Mounier?

SHARE