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Così è (se vi pare). Nell’accostare uno dei capolavori di Luigi Pirandello al percorso netto dell’ Inter capolista non si corre il rischio di risultare blasfemi, visto e considerato che, mentre chi è dietro annaspa e recrimina, chi comanda a sorpresa il gruppo non abbocca alle critiche e tira dritto per la sua strada. Del resto, perché doversi giustificare dopo la cinquina rifilata nell’ordine a Atalanta, Carpi, Milan, Chievo Verona e Verona? Nel calcio conta vincere, il resto fa solo da contorno, almeno finchè dura.

Chi attendeva al varco gli uomini del Mancio è rimasto evidentemente deluso; solida, concreta e spietata, l’Inter continua a non sbagliare nulla, evidenziando la sorprendente capacità di ribaltare a suo favore i momenti topici della partita, quelli in cui appare improvvisamente vulnerabile e in sofferenza. Anche ieri sera, davanti a un Verona ostico e ordinato, gli episodi hanno sorriso agli attuali padroni del torneo; la traversa colta da Sala è stato il segnale che era arrivato il momento di fare sul serio, alzare finalmente i ritmi blandi e conquistare altri tre punti pesanti; fortunata certo, ma sempre sul pezzo, l’ Inter voluta da Mancini è oggi una squadra tosta, attenta e coesa in difesa e a centrocampo, letale sotto porta. Lo spettacolo può attendere, se è vero che di bel gioco nella nostra serie A, se ne è visto davvero poco; la sfida di domenica alla Fiorentina seconda in classifica, sarà un ulteriore banco di prova e dirà se è davvero possibile credere allo scudetto.

Così è (se vi pare) dunque, e “chi se ne frega” (citando Felipe Melo), se il bel gioco tarda ad arrivare. Molto più importante vincere, sempre con una rete di scarto, e guardare le dirette avversarie scomparire nelle sabbie mobili di una classifica strana ma evidentemente veritiera rispetto a quanto visto fin qui; sette punti sulla Roma, nove sul Napoli e addirittura dieci sulla Juventus, sono un vantaggio impensabile rispetto a un mese fa, quando le incognite riguardavano soprattutto il club del presidente Thohir (che ieri ha assistito in tribuna alla manita, anche questo un segnale per gli scaramantici). Gli ampi ed evidenti margini di miglioramento, uniti al ritrovato entusiasmo, giocano a favore di Mancini; vincere aiuta a vincere, continuare a farlo potrebbe sfiancare la resistenza di avversari che faticano a ingranare e ritrovarsi.

Davanti a tutti, senza soffrire di vertigini, l’ Inter fa sul serio e ha già lanciato la volata; con buona pace di nemici e detrattori. In questo momento Così è (se vi pare).

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