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Una settimana dopo l’ultima sirena dell’Eurobasket 2015 è ora di tirare le somme. Con la Spagna campione ad incoronare Pau Gasol sul trono d’Europa, sono molti gli aspiranti al titolo che hanno mancato di lucidità e convinzione all’ultimo affondo tradendo le attese. Tra le lacrime dei diversi addii dei campioni appartenenti al recente passato del vecchio continente cestistico, si fanno largo le nuove leve, le stelle del futuro che probabilmente ci regaleranno un basket ancora più emozionante. Andiamo quindi a dare un’occhiata a chi è mancato e chi ha deliziatoTop&Flop.

 

TOP

Pau Gasol– Se avete seguito questo Eurobasket sarete concordi con noi: ogni frase o riferimento al nuovo Re d’Europa di cui sopra risulterà banale o di troppo. Per l’MVP del torneo si snocciolano aggettivi da copertina. Senza il fratellino scudiero, sommato alle altre illustri assenze gravate sulla Spagna già alla partenza per l’europeo, Pau Gasol si mette in proprio trascinando un quintetto di stelle con 230 punti in 9 gare giocate. A togliere le castagne dal fuoco per coach Sergio Scariolo ci ha pensato sempre lui, dall’alto dei suoi 213cm di pura tecnica. La leadership con la quale ha gestito un possesso dopo l’altro, partita dopo partita, spesso senza neanche sfiorare la palla, ha dato vita ad un’esposizione continentale d’intelligenza cestista. Palla in mano diventa implacabile: 25.6 punti 8.8 rimbalzi 2.9 assist e 2.3 stoppate a guarnire la Coppa. La sontuosa prestazione offerta nella semifinale contro la Francia è stato il punto più alto nel corso del torneo. Con la doppia cifra da 40 punti+11 rimbalzi ha messo a sedere i principali concorrenti al titolo, per poi rendere la finale contro la Lituania un formalità. Divino Pau.

Danilo Gallinari– Con immenso piacere raccogliamo l’opportunità per scrivere qualche riga sull’Uomo che ha inorgoglito una nazione. Un Fenomeno. Tralasciando paragoni e parallelismi, l’Italia non ha mai avuto tra le sue fila un giocatore simile per talento e capacità di vincere. Il suo “Mi sono rotto…” ha fatto annuire molti descrivendo a pieno lo stato d’animo di un atleta frustrato dalla sfortuna. Dopo il calvario degli ultimi anni trascorsi nelle infermerie statunitensi, il Danilone nazionale si è rimesso in piedi per la maglia azzurra, caricandosi gli oneri da ultimo possesso come soltanto i fuoriclasse come lui sanno fare. Prestazioni straripanti che lo portano alla fine della competizione con 17.9 punti col 66% da 2 e il 40% da tre sommati a 6.9 rimbalzi. Dopo l’esordio scintillante da 33 punti contro la Turchia si scopre mattatore di Spagna e Germania con 29 e 25 punti sprigionando in entrambe le occasioni tutto il carisma del quale è dotato per gestire la palla della vittoria. Benedetto dagli Dei del basket deve soltanto conquistare la Dea bendata, allora si che ci sarà da divertirsi.

Jonas Valanciunas– Un lituano fra i top ci deve essere assolutamente. La finale raggiunta da finta outsider è un traguardo di tutto rispetto per un popolo che dorme da decenni con la palla a spicchi al posto del cuscino. Durante il periodo dell’Eurobasket Vilnius, Kaunas e zone limitrofe si sono trasferite a Lille colorando la città con le tonalità vivaci di una popolazione dall’entusiasmo felicemente contagioso. Il tifo appassionato a messo carica e ritmo nelle mani dei lituani, con Valanciunas e Maciulis su tutti, portando a casa scalpi illustri compreso il nostro. Jonas Valanciunas non ha tradito le aspettative confermandosi come uno dei centri migliori del vecchio continente e collezionando prestazioni di alto livello ha tenuto testa alle eccellenze rivali sotto al ferro chiudendo con 16.0 punti e 8.4 rimbalzi.

Dennis Schroder– Tra i talenti eccezionali di provenienza NBA Dennis Schroder è uno dei pochi ad aver superato le aspettative. Il play degli Atlanta Hawks ha raccolto lo scettro di Nowitzki per tenere a galla la Germania nella fase a gironi. Nonostante abbia disputato suo malgrado solamente le prime cinque partite risulta conti alla mano uno dei migliori realizzatori del torneo, secondo per valutazione solamente all’inavvicinabile Gasol. Dinamicità e rapidità d’esecuzione le armi che contraddistinguono un cestista in grado di fendere zona e uomo con la stessa efficacia mantendendo costante il rendimento. Assist a profusione per accompagnare 21.0 punti media.

Tomas Satoransky– Se la Repubblica Ceca è riuscita ad arrivare ad una spanna dal podio il merito va riconosciuto in gran parte alla premiata ditta Satoransky-Vesely. Il secondo si impone a ripetizione contro ogni avversario, schiantando la Lituania per ultima con 24 punti (19.3 di media) e 6 rimbalzi. La scelta ricade però sulla point guard, con il benestare di coach Ginzburg. Tomas Satoransky si conferma il miglior giovane che l’Europa cestista possa vantare, con energia e classe da vendere non ha sfigurato neanche davanti alla corazzata serba, facendoci saltare sul divano con la schiacciata memorabile del terzo quarto del match, da vedere e rivedere. Al catalano d’adozione non manca nulla, dal palleggio al gomito in alto sa incantare ad ogni giocata coinvolgendo pubblico e compagni (7.3 assist). Un talento inestimabile in ascesa. Restiamo ad osservare e sicuramente non rimarremo delusi.

Nemanja Bjelica– Ultima ma sicuramente non meno importante è la guardia serba. Un altro gran giocatore che forse in questa competizione non è riuscito ad esprimersi sempre al 100%. Nonostante le giocate e le statistiche siano di supporto all’inserimento tra i top 13.9 punti e 6.6 rimbalzi, Bjelica è il Giocatore, quello che poteva vincere da solo (vedi Gasol). Non lo è stato, o almeno non del tutto, forse per circostanze o per il valore degli avversari. Nella fase iniziale si è messo in mostra più volte per poi mancare nel guizzo finale nella sfida alla Lituania (10 punti 3 rimbalzi 3 perse). I 24 punti che hanno regalato la vittoria all’esordio contro la Spagna campione sono la dimostrazione della grande incompiuta balcanica. Comunque stima per un campione assoluto.

 

FLOP 

Tony Parker– Forse può risultare irriverente ma Tony si merita un posticino tra i flop dell’europeo. Dopo aver dominato a mani basse il girone concluso col bottino pieno, i padroni di casa erano i favoriti se non i primi indiziati alla conquista del titolo. Invece la semifinale è stata giocata male e Parker limitato da Llull con 23% dal campo ha fatto la differenza in negativo per la Francia. Come per gli altri colleghi della sciagurata sfilata dei flop, era prevedibile che un campione avanti con gli anni come il play transalpino perda lucidità in una competizione probante come l’evento continentale. Rimane l’insoddisfazione di osservare una partita incompleta, priva del bagliore della stella più lucente.

Dirk Nowitzki– Lacrime e pacche sulle spalle accompagnano l’abbandono alla maglia della nazionale di WunderDirk. Dopo anni di supremazia continentale il campione biondo lascia sorrisi e ricordi di giocate strabilianti e un basket senza paragoni proponibili. Peccato non aver apprezzato gli ultimi sprazzi nei match che hanno portato la Germania all’eliminazione prematura nel girone di ferro. Contro l’Italia come nelle altre partite Nowitzki rimane nella penombra, affondando la zampata vincente troppo di rado per sperare di avere la meglio sugli avversari, lasciando spesso Schroder a lottare da solo. Peccato.

Milos Teodosic– Come per Bjelica nei top, per Teodosic si tratta di una forzatura l’inserimento tra i flop. Il play è mancato spesso alla Serbia, uscendo allo scoperto solo nella sfida decisiva contro la Lituania (con 16 punti), a conferma dell’immenso carisma. La leadership è venuta meno a più riprese e così arriva la seconda conferma riguardo a Milos, ovvero che non sia il giocatore in grado di destinare una sfida, di non essere decisivo. Comunque non si è visto il potenziale che appartiene a un campione come lui.

Vassilis Spanoulis– Un’altra stella cadente. Anche Vassilis lascia l’europeo con l’addio alla nazionale e una prestazione complessiva sotto le aspettative. Da una shooting guard come Spanulis, in grado di incantare il pubblico su tutti i campi dell’EuroLega e dispensare giocate di classe a profusione, vorremmo sempre vedere di più. Il genio dalla poker face ellenica ha giocato con continuità ma dimostrando a sprazzi la classe che gli viene riconosciuta. La gara con la Slovenia conclusa con 19 punti 70% e 6 assist ne è una prova che aumenta il rammarico.

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