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Qualcuno, tra il serio e il faceto, ha parlato di match salvezza. E’ sufficiente dare una rapida scorsa alla classifica per pensare ad uno scherzo: Napoli dodicesimo con 6 punti, Juve un gradino dietro, ferma a quota 5. Gli ultimi risultati raccontano di due pareggi amari: gli azzurri hanno perso il passo a Modena con il modesto Carpi mentre la compagine bianconera è stata fermata, in casa, dal Frosinone. Non il miglior viatico per arrivare all’anticipo di lusso del San Paolo. I numeri raccolti negli ultimi novanta minuti, avvicinano ancor di più partenopei e piemontesi, affossati dall’imprecisione e da una certa “sufficienza” nelle giocate nei momenti chiave delle rispettive partite.

Il possesso palla prolungato (67 % Juve, 65 % Napoli) esercitato per larghi tratti nella meta campo avversaria, non è stato sufficientemente sfruttato. La critica riguarda soprattutto la squadra di Sarri che in 98’ è riuscita a centrare lo specchio della porta solamente in due circostanze, con Albiol e Hamsik. Le restanti nove conclusioni non sono andate a bersaglio. Ci ha provato più di tutti Insigne (4) seguito a ruota da Higuain (3) e Gabbiadini (2) subentrato nella ripresa ma subito incisivo. Una certa approssimazione nelle giocate è testimoniata dai passaggi sbagliati (30). Il poco invidiabile primato spetta al Pipita (5), insidiato da Ghoulam e Hamsik (4). Nonostante le difficoltà palesi nella costruzione del gioco, il Napoli raramente ha fatto ricorso al lancio lungo dalle retrovie (6). Fuori dal match Mirko Valdifiori: tre verticalizzazioni tentate, nessuna andata a buon fine. L’occasione più nitida è nata da una splendida imbucata di Jorginho, non capitalizzata da Gabbiadini.

L’imprecisione, tanto nei passaggi quanto nelle conclusioni, ha condannato il Napoli allo zero a zero. Un discorso simile può essere affrontato per la Juventus, capace di costruire tredici chiare occasioni da gol, riuscendo a sfondare solamente una volta. Non si ricordano miracoli di Leali, numero uno dei ciociari. Dopo un primo tempo “accademico” la squadra di Allegri ha pigiato il piede sull’acceleratore e nella ripresa il vero protagonista, nel bene e nel male, è stato Juan Cuadrado. Il colombiano primeggia nella classifica dei tiri verso la porta (5) così come in quella delle palle perse (5). E’ stato lui ad assumersi le maggiori responsabilità, ha provato a dare una sterzata decisa ad un match altrimenti bloccato. Primo anche per falli subiti (4) e secondo (a pari merito con Barzagli e dietro Lemina) per palle recuperate. La Juventus ha sfondato spesso sull’out mancino (5 cross di Sandro) ma ha peccato di minuzia nel concludere le tante azioni manovrate costruite (39). Deficit qualitativo e di personalità (con un pizzico di sfortuna) per la Juve così come per il Napoli. Da domani, i numeri lasceranno nuovamente spazio al campo. E’ Napoli-Juventus: si salvi chi può.

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