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ROME, ITALY - SEPTEMBER 26: Kostas Manolas (C)of AS Roma celebrates with his teammates Lucas Digne (L) and Radja Nainngolan after scoring the opening goal during the Serie A match between AS Roma and Carpi FC at Stadio Olimpico on September 26, 2015 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

ROME, ITALY - SEPTEMBER 26: Kostas Manolas (C)of AS Roma celebrates with his teammates Lucas Digne (L) and Radja Nainngolan after scoring the opening goal during the Serie A match between AS Roma and Carpi FC at Stadio Olimpico on September 26, 2015 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

La vittoria della Roma per 5-1 sul Carpi ha un sapore molto agrodolce. A Rudi Garcia servivano 3 punti per respirare e sono arrivati. Il gol di Manolas ha aperto le marcature (riscatto per lui dopo l’autogol di Genova), poi i giallorossi hanno dilagato con le reti di Pjanic su punizione, Gervinho su ribattuta, Salah e Digne di testa, inframezzati dal gol della bandiera dell’ex Borriello. Una boccata d’ossigeno vitale per una squadra in affanno nell’ultima settimana, riempita di dure critiche da stampa e tifosi. La vittoria di ieri ha fatto respirare ma non ha eliminato i soliti problemi, anzi ne aggiunti di nuovi. Oltre alla persistente fragilità in sede difensiva (il passivo poteva essere superiore con una clamorosa occasione sciupata da Borriello e il rigore fallito da Matos), ci sono anche i tre infortuni rimediati nel corso del match. Il risentimento al flessore sia per Totti che per Keita, il trauma distorsivo al ginocchio per Dzeko, hanno fatto esclamare Garcia alla “vittoria di Pirro”. E non a torto.

E’ questa partita il vero segno di ripresa dei giallorossi? Probabilmente no. Però questa vittoria aiuta a tenere vivo il morale dello spogliatoio, considerando anche i restanti due impegni (Bate Borisov martedì in Champions e Palermo domenica prossima) prima della sosta per le Nazionali di ottobre.

Questi i punti da cui Garcia dovrebbe ripartire per preparare le prossime sfide:

1 – Un giocatore di fantasia che si muova tra le linee serve sempre. Lo è quasi sempre Salah, egoista ma prezioso con le sue accelerazioni da centometrista. Lo è a volte Gervinho, quando la luna gli è favorevole e i piedi sono perlomeno coordinati con il movimento del resto del corpo.

2 – Pjanic è l’elemento imprescindibile della formazione. Non solo per le sue punizioni sempre più precise ed efficaci, ma anche perché rappresenta la classe in mezzo al campo. Il suo vagare tra le linee è determinante per aprire le timide retroguardie avversarie, come ieri contro il Carpi, quando posizionandosi sulla trequarti ha spezzato il blocco edificato da Castori facendosi servire palloni forti in verticale.

3 – Va perdonato Nainggolan. Il belga è apparso un po’ confuso ieri, con alcuni appoggi sbagliati non da lui. E’ del tutto normale però, vista la sua presenza in praticamente tutte le partite e la quantità e qualità di gioco che porta in dote a questa Roma.

E poi un altro suggerimento a mister Garcia: osare e sperimentare le risorse della rosa. Questo non vuol dire provare un accoppiamento improvvisato o un modulo nuovo, ma semplicemente sfruttare quello che si ha in rosa, che è stato messo a disposizione dalla società grazie al calciomercato. Ad esempio Keita ieri poteva essere risparmiato per far esordire subito il francese Vainqueur, che poi si è messo in mostra con una prestazione solida. Anche il turco Ucan, dall’anno scorso, ha giocato un solo match dal primo minuto e scalpita desideroso di giocare. Sperimentare uno di questi giocatori alla volta (e non facendo abbuffata di turnover contro il Sassuolo) in un contesto già rodato fa bene sia alla squadra che ai calciatori stessi.

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