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Bocciato senza appello nelle pagelle del giorno dopo e tra i peggiori della serata napoletana. Il Profeta Hernanes è finito nell’occhio del ciclone dopo una prestazione a dir poco deludente per un giocatore del livello e della sua tecnica, quella che da trequartista (anche se di ripiego) avrebbe dovuto garantire alla nuova Juventus in mano a Massimiliano Allegri. Arrivato in Italia da mediano, il ruolo che occupava nel San Paolo e talvolta nella Selecao, negli anni ha avanzato il suo raggio d’azione fino a ridosso dell’area di rigore avversaria, imponendosi prima nella Lazio e poi nell’Inter come uno dei migliori trequartisti della serie A. Seppur non velocissimo, Hernanes è da sempre dotato di una capacità rara nel calcio moderno, quella di saper calciare (e bene) indifferentemente con entrambi i piedi; ecco perché, nonostante si sia sempre dimostrato molto più veloce di testa che di gambe, si è pian piano abituato alla nuova posizione, scoprendo che in realtà non era poi così male come pensava.

48 centri complessivi in più di 200 presenze in Italia, certificano il feeling con il gol, coi piedi, di testa e su calcio piazzato. Se a posto fisicamente, Hernanes si è più volte dimostrato in grado di fare la differenza, come nell’ultima parte della scorsa stagione nell’Inter di Roberto Mancini, il tecnico che l’ha riportato dietro le punte dopo che nella gestione Mazzarri era stato spesso schierato da interno di centrocampo. E, con i gol e le buone prestazioni, era arrivata anche la profezia: “Mancini ha ragione a vedermi trequartista, ora ho una forza nelle gambe che non avevo mai sentito prima, in questo ruolo posso prendere palla e puntare la porta. Sento che questo da ora in poi potrebbe essere il mio ruolo ideale”. Soverchiate le gerarchie in nerazzurro, e dopo aver relegato alla panchina Shaqiri, Hernanes è stato coinvolto nella rivoluzione estiva voluta dal tecnico nerazzurro che, una volta rinnegato il rombo, si è affidato al tridente. Un’occasione di cui la Juventus ha provato ad approfittare nell’ultimo giorno di mercato, portandolo a Torino, regalando ad Allegri il trequartista inseguito per mesi; peccato però che in bianconero il trequartista l’abbia fatto soltanto nella gara con il Chievo; senza più Pirlo e con Marchisio e Khedira ai box, Hernanes è stato riportato al ruolo di mediano, fino al disastro del San Paolo. Tra palle perse (decisiva quella che ha dato il là al raddoppio di Higuain) e evidenti difficoltà nella circolazione di palla, Hernanes è affondato, meritandosi anche la sostituzione al 64’; impacciato e spaesato nel suo ritorno in mezzo al campo, finora è sembrato l’ombra del giocatore che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare.

Abituato a reagire ai momenti negativi, grazie a una fede smisurata, Hernanes è un grande professionista, ma soprattutto un trequartista a tutti gli effetti. Nonostante l’inizio shock, Allegri e la Juventus possono ancora ripartire, a patto però di ritrovare le antiche certezze e dare ascolto alle inesorabili profezie di chi, Profeta, lo è di nome e di fatto.

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