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La settimana dell’Inter, terminata con la tremenda scoppola in casa contro la Fiorentina, aveva vissuto una giornata molto importante già lo scorso venerdì con il Consiglio di Amministrazione. L’addio a Fassone, la questione stadio con il Milan e infine le notizie sulle gravi perdite di bilancio avevano animato le giornate nerazzurre e provocato dibattiti tra gli addetti ai lavori. In un’intervista esclusiva rilasciata ai microfoni di Sky Sport, il presidente dell’Inter Erick Thohir fa chiarezza su tutte queste questioni.

IL BILANCIO – “Ho letto diverse notizie sul Cda dello scorso venerdì. Per prima cosa non capisco da dove sia uscita la cifra; sarà interessante quando tra un mese verrà ufficializzata la cifra corretta nell’assemblea dei soci. Ciò che penso è che in questo momento l’EBITDA, cioè l’indice di redditività, stia diventando sempre più positivo. Se questo succede vuol dire che il business migliora ed è quanto vogliamo Moratti ed io, perché dobbiamo sempre trovare l’equilibrio tra parte sportiva e finanziaria.

DOBBIAMO CRESCERE – “I diritti televisivi sono buoni, ma troppo lontani da quanto accade in Inghilterra. Dobbiamo migliorare e avere per tutta la Serie A una visibilità maggiore in Asia e anche negli Stati Uniti. Ma come Inter non possiamo più aspettare. Ecco perché abbiamo un nuovo leader per il commerciale: Michael Gardner e abbiamo anche un nuovo ufficio commerciale in Asia. È interessante quello che sta accadendo negli stati Uniti dove abbiamo un altro ufficio. Le nostre entrate sono aumentate di 10 mln. Ed anche la vendita di biglietti è eccellente. Credo davvero che abbiamo costruito in managment forte in questo momento”.

PIRELLI – “Abbiamo un buon rapporto, ci parliamo, Tronchetti Provera ha fatto dichiarazioni importanti e lo ringrazio perché come partner dobbiamo essere sicuri che la squadra abbia successo. Stiamo discutendo, i nostri uomini si incontreranno, quindi vediamo, ma speriamo di arrivare a una soluzione positiva”.

L’ADDIO A FASSONE – “L’ho sempre rispettato, credo nei suoi sforzi, ma nel calcio e nel business le persone vanno e vengono, ho scelto quello che era meglio per il club in questo momento. Non è stato facile, ma dobbiamo essere sicuri che la squadra lavori insieme duramente ogni giorno. Non ci possiamo basare su un individuo. Voglio dire che per esempio se vinciamo il merito non è mio in qualità di presidente, ma di tutti quelli che vanno in campo e non. Ma se l’Inter fallisce, allora solo in quel caso ok, la responsabilità è mia. Abbiamo la nostra struttura. Ho parlato con Ausilio e con Mancini che hanno capito, abbiamo una strategia per lavorare insieme da squadra. L’unico numero 1 è Bolingbroke come CEO. Stiamo valutando. Potremmo inserire altre persone o far crescere quelle che ci sono”.

LO STADIO – “Come Inter stiamo lavorando 9 mesi per il progetto San Siro. Siamo pronti! Abbiamo il nostro consulente pronto, i nostri architetti sono pronti, il programma è pronto, siamo pronti a investire 150 mln nello stadio dato in concessione dal Comune. Stiamo parlando di questo da un anno. È un qualcosa di positivo per l’economia dell’Italia, di Milano. Noi concepiamo solo San Siro come la nostra casa, ecco perché vogliamo investire e siamo pronti! Nessun commento per quello che è successo al Milan, perché abbiamo semplicemente letto la notizia, il nostro managment incontrerà il loro e allora capiremo cosa vogliono. Ho rispetto per Barbara e Galliani, siamo tra i club unici. Per questo vogliamo seriamente ascoltarli, ma poi la decisione è loro. Vogliamo avere la nostra casa, i tifosi vogliono la loro casa e siamo seri, siamo seri da un anno sull’argomento, molto seri. Mister Bee? Non lo conosco, ma sarebbe bene conoscerlo, soprattutto se diventa il nuovo proprietario”.

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