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Roberto Mancini ha rilasciato una intervista all’edizione odierna del quotidiano ‘Il Messaggero’ parlando della sciagurata partita persa domenica sera dalla sua Inter contro una straordinaria Fiorentina. Il tecnico nerazzurro si esprime chiaramente anche su chi sono le squadre favorite per la vittoria dello scudetto, ed in prima fila non c’è la sua squadra.

SOLO SFORTUNA – “Ci sono partite che nascono male, quella contro i viola di Paulo Sousa è una di queste. Dopo neanche 20 minuti eravamo sotto di 2-0 con un solo tiro da parte dei nostri avversari, la gara poi è definitivamente finita quando l’arbitro ha espulso Miranda. L’obiettivo stagionale dell’Inter è centrare la qualificazione alla prossima Champions League. Scudetto? Lo vincerà una tra il Napoli e la Roma. Una sorpresa in negativo del campionato? Certamente a Juventus”.

IL RUMORE DEI NEMICI – Mancini ha ricevuto tante critiche dopo il capitombolo di San Siro dell’altra sera, critiche alle quali risponde così: “Onestamente non penso di dover dare spiegazioni a nessuno, il modulo potrà aver generato perplessità nei tifosi e nella stampa che ci segue, ma io l’avevo già cambiato quando abbiamo battuto il Chievo a Verona, in quella circostanza però nessuno aveva avuto niente da dire. La gara contro la Fiorentina l’avevamo preparata molto bene, ma tutto è andato alle ortiche dopo 20 minuti per convergenze negative. Troppi elogi ricevuti? Semmai troppo pochi. In tanti aspettavano una nostra sconfitta per muoverci contro. Io comunque avrei firmato ad inizio stagione per essere primo a questo punto della stagione”.

POGBA AL CITY – Il Mancio si esprime anche su Paul Pogba, svelando un retroscena: “Quando si svincolò dal Manchester United ed io allenavo il City chiesi ai miei dirigenti di prenderlo, non so perché non mi diedero ascolto. Kondogbia può seguirne le orme? Le potenzialità per diventare un grande giocatore ci sono, lui è al suo primo anno in Italia, ed esattamente come Pogba sta venendo alla luce piano piano. Anche lo juventino al suo primo campionato nel calcio italiano non era forte come oggi”.

MANCIO AZZURRO – Per concludere Mancini parla di un suo ex giocatore, il romanista Dzeko: “Edin lo portai io al Manchester City, è uno che segna 20 gol all’anno e sono certo che si ripeterà anche in giallorosso. Il suo unico limite è che necessita di giocare con grande continuità, altrimenti si deprime. Il mio sogno? Vorrei diventare commissario tecnico di una Nazionale, magari proprio dell’Italia”.

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