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Diawara

Peggio del Bologna solamente il Carpi. Penultimi i felsinei, con appena tre punti racimolati in sei partite. Il calendario non dà una mano a Delio Rossi, la prossima dice Juventus (domenica ore 18) non il miglior avversario da affrontare in un momento così delicato. E allora, per ritrovare un pizzico di entusiasmo e di fiducia, non resta che affidarsi alla sana incoscienza dei giovani. Si sta ritagliando uno spazio importante Amadou Diawara, diciottenne guineano naturalizzato italiano, arrivato in Emilia dopo aver ben impressionato a San Marino. Dai campetti di “periferia” allo “Stadium”, tutto nel giro di pochi mesi. Difficile non farsi trascinare dall’emozione, acuita dalla prima conferenza stampa in assoluto, proprio a pochi giorni da un match tanto prestigioso. E a chi gli fa notare l’eccezionalità dell’impresa compiuta, Diawara risponde con occhi lucidi e lingua felpata; si ferma, prende tempo e poi riparte:

“Sono contento, la qualità non ha età”. Poi si passa alla partita, con due squadre a caccia del riscatto, dopo un abbrivio ben al di sotto delle aspettative: “Sarà difficile ed emozionante giocare a Torino, la Juve è una grande squadra”. “Stiamo vivendo un momento difficile, ma ce la faremo”. Consapevolezza e ottimismo,  il Bologna non può prescindere da risultati positivi altrimenti la classifica, col passare delle giornate, rischia di farsi pericolosa. L’ambiente è già in fibrillazione, la rivoluzione attuata da Pantaleo Corvino per ora non ha dato i frutti sperati: Destro è ancora a secco di gol, Giaccherini fa la spola tra il campo e l’infermeria e Donsah, infortunatosi ad inizio stagione, ne avrà ancora per un bel po’. C’è da lavorare tanto, per il Bologna e per Diawara: “Io non ho mai fatto un settore giovanile, ma il mister mi ha detto fidati che ti metto a posto io”. Lavorare per coronare un sogno: “Mi piacerebbe diventare un grande giocatore, come Yaya Touré, chissà se un giorno riuscirò a raggiungerlo e magari a superarlo”.

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