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morata juventus

Per spiegare l’impatto devastante di Alvaro Morata in Champions League basta guardare i numeri: nelle ultime cinque partite della massima competizione continentale il vero nueve spagnolo ha messo a segno cinque reti. Un numero risulta ancora più pesante se si analizza il valore degli avversari e il peso specifico delle partite: Real Madrid, semifinale di andata e ritorno, Barcellona, finale, e il ricchissimo Manchester City prima dell’ultima, decisiva rete contro il Siviglia campione dell’Europa League in carica. Arrivato dal Real Madrid con una valigia piena di belle speranze, presentato come uno scarto e infortunatosi nella preparazione estiva dello scorso anno, Morata ha saputo imporsi e segnare con disarmante regolarità, risultando l’uomo in più nel percorso europeo dei bianconeri.

Per capire quanto pesante sia il suo apporto basti pensare che ha eguagliato uno che con la Coppa Campioni ha avuto un certo feeling, Alessandro Del Piero, indimenticata ed indimenticabile bandiera del club, andando a segno per cinque partite consecutive, impresa riuscita a Pinturicchio per due volte. Segnando contro il Borussia Monchengladbach, sicuramente avversario più morbido dei cinque precedenti, potrebbe scolpire il suo nome ad imperitura memoria nella storia della Juventus, impresa non da tutti, soprattutto se in questo mese compirai 23 anni.

Lo spagnolo nello scorso anno, arrivato da comprimario ma comunque da Campione d’Europa in carica, è rimasto a testa bassa ad accettare le esclusioni di inizio campionato, ad ambientarsi per poi dare il meglio una volta sceso in campo, senza mai fare polemica (Zaza, da questo punto di vista, dovrebbe imparare dal compagno che è più giovane di lui solo per data anagrafica). Nella serata di ieri la prestazione dello spagnolo non può ridursi solamente al gol: tantissimo movimento, nella partita contro il Siviglia Morata ha fatto il Tevez, tornando indietro a prendersi palla, facendo da elastico fra il centrocampo e l’attacco, dove il suo compagno Paulo Dybala ha fatto da punto di riferimento battagliando contro difensori che accanto a lui sembravano giganti e lottando con ogni briciolo di determinazione in corpo, fino al climax dell’assist per il 2-0, con la caparbietà più del mediano che dell’attaccante.

Una prestazione da vero top player, che convince sempre di più la società a fare di tutto per trattenerlo anche la prossima estate, dove incombe l’ombra dei Galacticos: serviranno molte buone ragioni, tecniche ed economiche, per trattenere un giocatore di caratura mondiale.

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