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Insigne
Illustrazione di Francesco Trimarco

Milano terra di conquista per un Napoli divertente e che fa divertire: il progetto Sarri prende una piega clamorosa, all’insegna della felicità.

La Scala del calcio come trampolino di lancio verso un Nirvana troppo a lungo immaginato e mai cullato tra le braccia azzurre. Il trionfo di San Siro apre interrogativi tra i padroni di casa, alla ricerca di un’identità, e spalanca portoni dorati a chi invece un’identità sembra già possederla, padroneggiarla, viverla con serenità e felicità. Dopo giorni tempestosi il sole torna sempre a splendere.

Come stare a casa, tra urla partenopee, allegria e giubilo genuino: lo 0-4 del Meazza è la fotografia perfetta di un Napoli che, in questo momento, è tra le squadre più in forma d’Europa, se non la più in palla. La matematica è da sempre fredda e senza vita, ma il so apporto è da considerare veritiero: impossibile, dunque, contestare i diciotto gol siglati in sei partite, tra Serie A ed Europa League, con un solo gol subito dallo juventino Lemina. I numeri, privi di sentimentalismi ma non bugiardi, parlano di una squadra che può ambire a traguardi importanti, una compagine che ha trovato la quadratura del cerchio in maniera inaspettata ed esplosiva. Maurizio Sarri ha ineguagliabili meriti: cambiare idea in corsa non è mai facile, specie se per farlo si sbugiarda un credo portato avanti con vigore stagione dopo stagione. Ma nella vita è fondamentale fare un passo indietro, perché l’equilibrio è arma di virtuosi e pensatori: Sarri ne possiede le caratteristiche e il suo 4-3-3 è oltremodo dominante contro squadre che utilizzano altri sistemi di gioco “aperti” durante la partita. Due reparti rinati ed uno rafforzato: Koulibaly da partente a faro della difesa, il rinnegato Jorginho ora domina la mediana insieme al “pacco” Allan, in attacco il presunto scontento Higuain abbraccia il tecnico dopo la sostituzione e al termine del match. Poi c’è il diamante, la stella, la scintilla che accende i cuori: Lorenzo Insigne è davvero Il Magnifico. Sky is the limit.

L’aspetto che più fa riflettere è la volontà di questo Napoli di divertire divertendosi: giovialità e corsa si alternano, l’esercizio fisico non è più soltanto tale e non si riduce ad un meccanismo preordinato. Il sorriso è la forza, il bel gioco lo strumento, il risultato la naturale concezione del pensiero tradotto in campo. San Siro, un tempo campo ostico e senza speranza, diventa terra di conquista con una facilità estrema e conturbante. Dopo la sosta c’è la capolista Fiorentina, ma le vere prove saranno rappresentate da quelle squadre medio-piccole che chiudono gli spazi anche con il nastro adesivo, ove servisse. In principio fu quasi esonero, ora si parla persino di triplete. La fantasia regna e corre sovrana, da bocca a bocca, da pagina a pagina. Ma Sarri non ama le bestemmie: intanto, però, l’importante è continuare a sorridere, divertirsi e, perché no, anche vincere. Perché i complimenti lasciano il tempo che trovano ma la storia e i trofei restano impressi nella memoria.

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