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All’indomani del pareggio contro la “sua” Inter, l’allenatore della Sampdoria Walter Zenga è stato ospite ai microfoni di Radio Anch’Io Sport su Radio Uno. Due mesi fa arrivò l’inatteso tracollo con il Vojvodina in Europa League sembrava aver compresso la stagione dell’Uomo Ragno ancora prima di partire. Una squadra solida e ben messa in campo, più gli 11 punti in classifica in questo primo scorcio di stagione, permetto a Zenga tracciare un primo bilancio sulla panchina blucerchiata, e guardare al futuro con positività.

ROMA FAVORITA –In questo campionato è difficile dire chi vincerà lo scudetto: per ora ho visto Napoli, Roma e Inter, devo dire mi ha impressionato la Roma. Il nostro non è il campionato più bello, ma è quello
più difficile. La cosa negativa è che ci sono ancora gli stadi del ’90’”.

LA GARA DI IERI –Abbiamo analizzato la partita, l’Inter fa possesso palla e ha un centrocampo molto fisico, che fa valere la sua personalità, e noi abbiamo impostato una gara con Correa sulle tracce di Santon ed Eder a mettere in difficoltà Telles. Il nostro maggior rammarico è su quel diagonale di Muriel che è uscito di due centimetri: se avessimo fatto il 2-0, la partita finiva lì”.

L’INTER – “Sono interista. Ma la mia seconda squadra è sempre stata la Samp, qui sento qualcosa. Se sogno ancora la panchina dell’Inter? Io considero il mio punto di arrivo la Sampdoria. Mi ha fatto piacere essere stato accostato alla panchina dell’Inter e che i tifosi nerazzurri mi abbiano salutato coi soliti cori ma sono felice della mia esistenza”.

RAPPORTO CON I GIOCATORI – “Tra me e i giocatori si è creato un rapporto di onestà, aperto al 100% in cui ci diciamo tutto e viene condiviso tutto. Un allenatore incide molto se riesce a trovare il cuore di una squadra e io penso di averlo trovato. Abbiamo cambiato tanto, inserito tanti giovani e giocatori come Eder e Soriano sono diventati importantissimi per noi, perché si sono adattati e hanno dato ancora di più per aiutare la squadra a uscire da un momento difficile”.

RIFERMENTO MOU – “Mourinho è “il numero uno degli allenatori” in circolazione ed è “il mio riferimento. Nel bene e nel male è il migliore, ha una capacità assoluta di gestire le situazioni più complicate, riesce a creare un’empatia pazzesca con i suoi giocatori. Poi basta vedere i trofei che ha vinto. Al Porto ha fatto vincere Champions e Europa League in due anni. All’Inter ha fatto quel che tutti sappiamo. In comunicativa è il numero uno, è il numero uno anche come allenatore, potrebbe fare il professore di università”.

ALLENAMENTI – “Un paio di giorni fa qualcuno ha scritto che sono abituato ai 40 gradi di Dubai e che i miei allenamenti sono soft. Ma sono tornato in Italia per sfidare me stesso e cercare di capire cosa sono ancora in grado di fare”.

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