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benitez de laurentiis stretta di mano

Rafa Benitez, dopo la parentesi napoletana in cui ha convinto a corrente alternata portando comunque in bacheca una Coppa Italia ed una Supercoppa Italiana, è approdato al Real Madrid. Dalla capitale spagnola l’allenatore ex Liverpool non perde occasione per punzecchiare un ambiente, quello italiano, con il quale non si è lasciato nel migliore dei modi. Nei mesi scorsi aveva detto che la sconfitta di Bilbao non era imputabile a lui (“al San Mames non giocai io, ma la squadra“), nell’edizione odierna di Marca ha rincarato la dose: “Dissi che Hamsik era più forte di Bale? Si, certo. Sono cose che si dicono per tenere unito il gruppo, per ogni allenatore i suoi giocatori sono i migliori del mondo“.

Benitez, finito sul banco degli imputati dopo il pareggio con l’Atletico Madrid, accusato di un atteggiamento troppo difensivo che avrebbe portato la squadra di Simeone al pareggio, non si sgomenta e replica con forza a Benzema (“Mi ha tolto perché voleva difendersi – ha dichiarato il 9 francese – ma contro l’Atletico così non vinciamo mai“): “Ho una buonissima relazione con Benzema, giocatore fantastico, farà 20-25 gol. Fossi il lui sarei seccato per il cambio, perché se avessi segnato un altro gol l’allenatore non mi avrebbe sostituito“.

Un numero 9 che è rimasto invece nel cuore dell’allenatore spagnolo è Gonzalo Higuain, che sta continuando a fare la differenza all’ombra del Vesuvio: “Sono molto affezionato a lui, è un fenomeno e gli auguro il meglio. La mia esperienza all’Inter? Portavano il telefono anche il bagno, la notte vedevo la luce da sotto la porta. Al giorno d’oggi è impossibile vietare certe cose“.

Chiusura dedicata a Mateo Kovacic, gioiellino croato classe 1994 strappato all’Inter nell’ultima sessione di mercato: “E’ già un grande giocatore ed ha un potenziale enorme. Lo conoscevo bene già prima di questa estate, lo avrei voluto con me anche a Napoli“. Nuova avventura dunque per l’ex numero 10 dell’Inter, che in nerazzurro è stato vittima di una serie di incomprensioni tattiche che non gli hanno permesso di rendere al meglio: al Real Madrid l’occasione di confermarsi e di strappare via l’etichetta di predestinato per divenire un giocatore fatto e finito.

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