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Non è certo un periodo facile quello di Josè Mourinho nel proseguo del suo Chelsea-bis: l’allenatore portoghese sta incontrando grossi problemi e, a dispetto di quella che forse è la rosa più forte d’Inghilterra, è sedicesimo in campionato con appena otto punti in altrettante partite. Negli ultimi giorni è andato di moda di tiro al piattello sullo Special One, personaggio divisivo, uno da amare o da odiare. Fabio Capello, a Fox Sports, aveva detto che “Mourinho è un grande stratega ed un grandissimo allenatore, ma dopo poco più di un anno ha già spompato i suoi giocatori. Anche mentalmente non riescono più a dargli ciò che chiede. Ció spiega anche il suo periodo al Real. Credo che i cicli vincenti dell’allenatore del Chelsea non possono essere definiti durevoli“.

France Football, giornale francese noto per aver indetto il Pallone d’Oro, ha attaccato dalle sue pagine l’allenatore friulano, reo secondo l’editorialista di avere la memoria corta (il pezzo si intitola infatti “La memoria corta di Don Fabio) e che parla di Mourinho scordandosi però di essere stato allontanato dalla Russia a causa degli scarsi risultati, chiedendo poi una cifra vicina ai venti milioni.

A chiudere il cerchio ci ha pensato Paolo Di Canio, intervenuto oggi a Tutti Convocati su Radio 24: la bandiera laziale, che ha vissuto l’Inghilterra da giocatore prima e da allenatore poi, è dello stesso partito di Fabio Capello. “Mourinho con alcuni giocatori fa cose straordinarie – ha dichiarato Di Canio – ma evidentemente stavolta non sono riusciti a ricaricare le batterie. Ivanovic l’anno scorso era una bestia, adesso sembra uno stordito, non ricordo una involuzione così rapida come quella del Chelsea di Mourinho. E’ la stessa squadra che ha stravinto la Premier League l’anno scorso e adesso sembra da retrocessione. In Italia si ha paura di parlare a cuore aperto e criticare, ma a volte le critiche possono aiutare a migliorare“.