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Muntari Milan Sassuolo

AC Milan v US Sassuolo Calcio - Serie A

Il famoso e decisivo “gol di Muntari” minimizzato dallo stesso protagonista. Ciò è accaduto lunedì sera alla trasmissione Tiki Taka condotto da Pierluigi Pardo, dove l’ex centrocampista di Milan ed Inter era ospite. Il ghanese ha parlato dell’attuale situazione del Milan e delle conseguenze del suo ormai epico gol/ non gol, confessando che probabilmente la sua squadra, nonostante la convalida della rete, non sarebbe riuscita ad avere la meglio su quella Juventus.

Se ripenso a quel goal? Ci ripenso, ma la Juve era troppo forte. Forse anche se avessimo vinto la partita magari avremmo comunque perso lo Scudetto“.

Dopo anni di polemiche arriva dunque anche dalla barricata rossonera uno stemperamento degli animi, a confessare la superiorità di una Juventus che, al netto degli errori arbitrali, sarebbe comunque riuscita a trionfare grazie ad un gap tecnico e mentale incolmabile dalle rivali. Tornando al Milan di oggi, Muntari si è detto triste per i risultati ottenuti (o meglio non ottenuti) dalla sua ex squadra, dicendosi però ottimista circa il lavoro di Mihajlovic ed il suo staff.

Vorrei veder vincere sempre il Milan, ma è in difficoltà. Però ho fiducia che possa risollevarsi. Hanno un grande allenatore e una grande squadra, possono farlo. Credo che a breve si ricomincerà a fare bene.”

E Balotelli? Muntari lo difende dalle critiche, confermandone l’esuberanza ma esaltando i suoi enormi mezzi tecnici.

Balotelli? E’ un bravo ragazzo, in campo qualche volta magari fa casino 5 minuti ma per il resto è tranquillo. E’ forte, per me è tanta roba”.

Non solo Milan per il centrocampista ghanese, che ha avuto la fortuna di far parte dell’Inter vincitore del triplete con Mourinho. Un gruppo solido, dei talenti impressionanti al top della loro carriera ed un direttore d’orchestra come pochi: questi i segreti di una squadra che verrà ricordata nella storia e di cui, seppur come semplice gregario, anche Muntari è stato parte integrante.

L’Inter del Triplete? Aveva tutto, prima di tutto l’allenatore. Lui era uno che ci metteva la faccia, sempre in prima linea, noi davamo tutto”.

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