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Questione di (con)vocazione, un caso quantomeno curioso che apre a scenari interessati e che forse ha un finale già scritto. Quello di Josè Mauri scuote l’universo delle nazionali giovanili, dopo il rifiuto dell’attuale centrocampista del Milan di rispondere alla convocazione dell’under 20 di Chicco Evani; nulla di strano, se non fosse che soltanto un mese fa, Mauri era in panchina nella gara tra Italia e Slovenia under 21 (prima di qualificazione ai prossimi Europei di categoria, decisa da una rete di Bernardeschi).

Ma stavolta l’oriundo ha fatto sapere di sentirsi argentino e di non essere quindi convinto di vestire la maglia della rappresentativa azzurra, impegnata nel torneo “Quattro Nazioni”, manifestazione in cui si è deciso di convocare tutti i migliori talenti del panorama italiano ancora in attesa di esordire con l’under 21 di Gigi Di Biagio. Il rifiuto di Mauri, riporta alla mente quelli di Icardi e Berardi; entrambi decisero di non rispondere alla chiamata dell’under 19, con il secondo che si beccò sei mesi di squalifica. Difficile dire se la stessa sorte toccherà adesso anche all’italoargentino, il cui ripensamento resta tuttavia qualcosa di insolito se si pensa al fatto che Mauri, passato dal Parma al Milan dopo il fallimento della società emiliana, è cresciuto calcisticamente in Italia (a 14 anni era già nei Giovanissimi dei ducali). Uno dei pochi a salvarsi nel Parma nella disastrosa stagione scorsa, Mauri non è però riuscito a trovare spazio nel Milan di Sinisa Mihajlovic, dove non ha ancora esordito in competizioni ufficiali; dalla rete decisiva con la Juventus della scorsa primavera, ai margini del nuovo progetto rossonero.

Un momento certamente non semplice per un ragazzo giovanissimo e di assoluto talento che avrebbe fatto comodo anche Di Biagio in vista dei prossimi impegni. Protagonista nell’under 16 e under 17, fatale è stato il passaggio all’under 20; più o meno come Berardi, sulla cui vocazione per fortuna non ci sono mai stati dubbi.

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