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Alioune Jacques Diouf prima dell'inizio della sfida tra il Campobasso e il suo Chieti. Foto realizzata da Riccardo Coccaro.
Alioune Jacques Diouf prima dell'inizio della sfida tra il Campobasso e il suo Chieti. Foto realizzata da Riccardo Coccaro.
Alioune Jacques Diouf prima dell’inizio della sfida tra il Campobasso e il suo Chieti. Foto realizzata da Riccardo Coccaro.

In un mondo dorato come quello del calcio, sempre più lontano dalla realtà e dalle persone comuni, esistono e resistono ancora storie a cui gli amanti di questo meraviglioso sport si aggrappano. Spesso avvengono lontano dai riflettori e dal vorticoso turbinio di informazioni mediatiche, nascoste tra i campi polverosi delle categorie inferiori, dove non esistono stipendi milionari e fama. A queste appartiene la favola di Alioune Jacques Diouf, per tutti “Lino”, appena 18enne portiere del Chieti Calcio (Serie D, girone F). A renderla pubblica è il quotidiano abruzzese Il Centro, che ripercorre il percorso del ragazzo senegalese partito 16 mesi fa dal suo paese per inseguire il sogno di diventare calciatore professionista.

DALLA STRADA ALLA D- Fino al giorno della partenza alla volta dell’Italia, Diouf gioca a calcio nelle strade di Joal, suo villaggio d’origine. La sua, come quella della stragrande maggioranza dei suoi coetanei senegalesi, è una famiglia di umile origine che per regalargli un futuro migliore ricorre ai risparmi di una vita della mamma Aminata Diakhatè (circa 6mila euro). Poi il lungo viaggio, la casa famiglia di Silvi e il primo tentativo al San Nicolò, club teramano di quarta serie cui Diouf l’anno scorso si propone non venendo però tesserato nonostante si alleni con la squadra da ottobre a giugno. Il ragazzo non demorde e l’estate scorsa avviene la svolta: Diouf inizia la preparazione con il Chieti, convincendo immediatamente la società della sue qualità. Il ragazzo viene così tesserato per la prima volta nella sua vita da una squadra di calcio e sin dalla seconda giornata (era indisponibile nel primo turno di campionato contro l’Agnonese) viene schierato titolare da mister Ronci.

NON SOLO CALCIO- Domenico Delli Pizzi, preparatore dei portieri dei teatini, vede nel 18enne ottime doti fisiche, una buona tecnica di base e ampi margini di miglioramento. Nelle prime apparizioni il portierino alterna buoni interventi a normali incertezze legate all’inesperienza, ma il punto è un altro: Diouf ce l’ha fatta e ora può coltivare il suo sogno di approdare nel grande calcio nonostante la nostalgia. Sì perché al giovane classe ’97 brillano gli occhi quando parla della sua famiglia e, in particolare, della mamma: “Le devo tutto perché senza i suoi sacrifici non sarei potuto venire in Italia – racconta a Giammarco Giardini. Mi manca tanto, la sento ogni giorno tramite Skype e Whatsapp. Ma qui sono felice perché ho realizzato il mio sogno. Non avevo mai giocato in una squadra e farlo nel Chieti è un onore“.  Calcio, dunque, ma non solo: Diouf  presto si iscriverà all’istituto tecnico industriale di Chieti, per raggiungere un altro traguardo e scrivere un altro capitolo della sua vita. In salita e, per questo, ancor più gratificante. In bocca al lupo Alioune Jacques Diouf!

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