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leggende

Chi ha passato tutta la vita su un campo di calcio difficilmente riesce a mettersi da parte senza problemi, abbandonando definitivamente quello che è stato per anni il suo “campo di battaglia”. Ogni calciatore rimarrà sempre legato al pallone, al terreno verde, al cerchio di centrocampo e a quei piccoli rituali che ogni settimana lo portavano a provare emozioni uniche. Per i campioni, le leggende, coloro che hanno fatto la storia di questo sport, questo discorso vale ancora di più: già in passato vi abbiamo parlato di come numerosi ex giocatori si riuniscano nelle proprie ex squadre di club giocando match di beneficenza con tutta la carica e l’agonismo di un tempo. Altro che i “derby del cuore” o i match della nazionale cantanti, questi sono giocatori veri ed in campo riemergono il carisma e la voglia di un tempo. Basti pensare ad un Manchester United-Liverpool o un Real Madrid-Juventus con in campo Yorke, Fowler, Zidane e Nedved per ammirare campioni di un tempo passato ed immaginare anche solo lontanamente cosa fossero in grado di fare nel pieno della loro carriera.

Come detto, tutto ciò non bastava alle leggende del nostro calcio, che hanno voluto compiere un passo in più nel ritornare in campo, dare spettacolo ed incrementare i ricavi per opere di beneficenza. Al Global Summit di Berlino è stato dunque varato il primo Mondiale delle Leggende, competizione che vedrà impegnate 12 nazionali formate da giocatori tra i 35 ed i 45 anni e che verrà ospitata dal Messico nel 2017. In campo, per match da due tempi di 30 minuti l’uno,  6 europee (Italia, Olanda, Germania, Spagna, Francia e Inghilterra), quattro del continente americano (Brasile, Usa, Argentina e Messico), un’asiatica (Giappone) e un’africana (Sudafrica). Due settimane di spettacolo, di ricordi, di passione e beneficenza, con il ricavato della manifestazione che verrà interamente devoluto per opere benefiche.

“Sarà un bel modo per giocare in modo competitivo insieme con tanti ex giocatori con i quali abbiamo condiviso molti incontri. Inoltre, una delle cose che ci motiva è che si tratta di un torneo di beneficenza i cui proventi andranno a fin di bene“, ha affermato l’ex centrocampista della Lazio Mendieta, che con l’ex portiere messicano Campos ed il fenomeno argentino Veron ha presentato al pubblico ed alla stampa questa nuovissima competizione. Tutto è pronto, o quasi, per il primo Mondiale “vintage” della storia: chi riuscirà a spuntala?

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