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Stefano Sensi, il nuovo che avanza. Il ventenne centrocampista del Cesena si racconta ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com dopo aver realizzato il suo primo gol in serie B: “Rigore al 65’ e sullo 0-0. Quel pallone pesava un pochino. Va bene dai, lo ammetto: me la stavo facendo addosso! Però è andata bene. Lo scorso anno ne ho segnati otto, alcuni su rigore, altri su punizione: però giocavo trequartista, ero più vicino alla porta. Quest’anno venti metri più dietro, avanti alla difesa, penso sia questo il mio ruolo. Verratti e Pirlo? Diciamo che come modo di giocare assomiglio al loro, ma solo quello eh. Da piccolo passavo ore su Youtube ad osservare Pirlo e Juninho Pernambucano calciare le punizioni, anche se il mio idolo è sempre stato Xavi: guardavo i movimenti, provavo a rubare il più possibile. Adesso mi fermo sempre con Ciano al termine degli allenamenti per provare i calci piazzati, lavoro molto sulla tecnica”. 

La storia di Stefano è una di quelle belle davvero: un ragazzino cresciuto tra il settore giovanile del Rimini e quello del Cesena, poi nel 2013 il prestito al San Marino in Lega Pro che gli cambia la vita. In due stagioni il giovanissimo centrocampista totalizza 59 presenze e segna 9 reti, non avendo ancora compiuto 20 anni. Il Cesena ci crede e quest’anno lo riporta a casa. Così Stefano sull’esperienza in Lega Pro: “I due anni in Lega Pro al San Marino mi hanno aiutato molto, sono cresciuto tantissimo sotto l’aspetto caratteriale. Stare all’interno di uno spogliatoio in cui è presente gente che ha già collezionato 100 presenze nella categoria è una grande responsabilità, un bel salto rispetto alla Primavera”.

“Piccoletto io? Ho sempre risposto che a calcio si gioca con i piedi e con la testa. Adesso ci ho fatto l’abitudine, ma credimi me lo sentivo ripetere in continuazione, ogni settimana. Adoro il basket, seguo spesso l’NBA, i Golden State Warriors ed i Portland Trail Blazers sono due tra le mie squadre preferite. LeBron James uno dei giocatori che apprezzo di più, ma non faccio il tifo per nessuno, diciamo che sono un esteta, amo vedere il bel gioco. Per quanto riguarda il calcio, simpatizzo per il Genoa. Un amore nato ai tempi di Diego Milito, ma anche in questo caso non posso definirmi tifoso, non sono nemmeno mai andato al Ferraris”.

Stefano Sensi è tornato a casa, per restarci. Le chiavi del centrocampo in mano e tanta voglia di fare, poi c’è Mister Drago al quale è bastato davvero poco per chiamare Foschi e blindare il giovanotto, sin dai primi giorni di ritiro: “Il mister è uno che guarda poco la carta d’identità, chi si allena bene e sta meglio gioca. Mi ha colpito la sua grande umanità, sento la sua fiducia e quella di tutta la società.  Adesso anche la convocazione in Nazionale Under 20, è una gioia infinita. Il numero 5 sulle spalle? Sono nato il 5 agosto, in famiglia siamo in 5 e i sensi sono 5. Quante coincidenze, vero?” 

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