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La storica vittoria sull’Arsenal di Arsene Wenger resterà per sempre, unita all’amarezza che proprio quella partita potrebbe aver messo fine (almeno per il momento) alla carriera di Arijan Ademi, centrocampista macedone in forza alla Dinamo Zagabria. Un tonfo clamoroso quello dei Gunners in terra croata nell’esordio stagionale in Champions League, cui non bastò la rete di Teo Walcott rimontare il passivo di due reti a zero; quello del club di Zagabria, che ai preliminari aveva avuto la meglio sul Molde nel doppio confronto, fu un successo memorabile dopo le batoste europee degli ultimi anni.

La  società nella quale sono cresciuti tra gli altri anche Luka Modric e Mateo Kovacic, ha infatti reso noto attraverso un comunicato ufficiale che Arijan Ademi, centrocampista centrale, è risultato positivo a un controllo antidoping effettuato dopo la gara di Champions con l’Arsenal dello scorso 16 settembre; un fulmine a ciel sereno, se si pensa al fatto che tutto il resto della squadra era finora risultata negativa ai test svolti. Brutto colpo per Ademi, classe ’91, perno centrale nel 4-3-3 di Mamic, abile a contrastare e far ripartire il gioco; in campo per tutti i 90’ nell’occasione incriminata, fu certamente tra i protagonisti dell’exploit della Dinamo. Precoce fin da giovanissimo, Ademi ha giocato per tutte le rappresentative della Croazia (dall’under 18 alla nazionale maggiore), salvo poi scegliere a sorpresa la Macedonia dopo essere rimasto rimasto fuori dai convocati dell’ex ct croato Nico Kovac per i mondiali brasiliani del 2014; di lì a pochi mesi avrebbe fatto il suo debutto con la nazionale macedone nella gara di qualificazione a Euro 2016 contro il Lussemburgo.

Nato ventiquattro anni fa in Croazia ma di origine macedone (è cugino di Agim Ibraimi, attualmente in forza al Maribor con un passato recente a Cagliari), Ademi sognava il riscatto dopo la disfatta dell’Allianz Arena con il Bayern Monaco ma l’impressione è che, per tornare in campo, dovrà pazientare ancora un po’.

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