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Claudio Ranieri, allenatore del Leicester, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de “Il Corriere dello Sport”. Ecco le sue dichiarazioni:

NAPOLI – “Ho un ricordo che ha dell’incredibile: credo durò un mese e mezzo-due, abitavamo al Vomero con mia moglie e avevamo tutta la città sotto e il mare. Dormivamo con le tapparelle aperte e ci svegliavamo per forza alle sei, con la prima luce del sole, per goderci quello spettacolo. Una meraviglia, ce l’ho ancora davanti agli occhi”.

INTER – “Certe volte penso di essere un allenatore giusto arrivato in alcuni posti al momento sbagliato: per esempio io all’Inter ho dovuto vendere Coutinho e Motta. Penso di essere stato l’unico a vendere giocatori all’Inter”.

JUVENTUS – “Finì quando non eravamo più d’accordo sui piani di mercato. Mi fu detto che i giocatori li decidevamo e prendevamo in tre: io, il ds Secco e l’amministratore delegato Blanc. Arrivò una scelta su cui non concordavo, mi dissero che loro due invece erano d’accordo. E io risposi: “Benissimo, allora vado via io”. Poi che mi esonerarono a due giornate dalla fine conta poco. Posso anche dirlo, era Cannavaro. Era un grande giocatore, ma io facevo un discorso di linearità, non mi sembrava giusto: erano scesi in B in sei riportando la squadra in A. Perché riprendere uno che intanto era andato al Real e aveva vinto uno scudetto? Poi fece anche bene Cannavaro, il mio era un discorso di correttezza. E non c’entra lo spogliatoio”.

ROMA – “Francesco Totti è una persona stupenda. Io dico che Altafini entrava un quarto e faceva gol. Totti ha una anche una grande intelligenza e sa che dovrà gestirsi così. Io ho avuto e ho un gran bel rapporto con lui. E su quei sei minuti di Genova abbiamo anche scherzato. Ce ne mise venti per essere pronto… Daniele De Rossi è un grandissimo giocatore e per me se fosse andato via da Roma avrebbe vinto di più. Ma lui non sarà d’accordo ed è rimasto”.

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