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spray segnalatore

I Mondiali in Brasile della passata stagione, oltre che ovviamente per il trionfo della Germania e del clamoroso 7-1 in casa dei padroni di casa, verranno ricordati per l’esplosione del “fenomeno bombolette spray”. Usate già da anni in Sudamerica, le bombolette spray dei direttori di gara avevano particolarmente colpito anche le squadre europee che, in ogni federazione, hanno deciso di adoperarle nei vari campionati.
Una tecnologia semplice, immediata, che ha fatto breccia anche tra i tifosi per regolamentare alcuni momenti decisivi dei match, soprattutto i calci piazzati.

CAOS AIA FIGC – In Italia però è nato proprio in questi giorni un piccolo ‘caso’ tra la FIGC e gli arbitri della serie A. Il contendere proprio le bombolette spray che, secondo quanto riportando da Ansa, per alcuni arbitri “fanno letteralmente schifo”.
Il designatore della serie A Domenico Messina, in una dettagliata relazione tecnica, ha protestato sollevando il problema documentato anche da immagini tv dell’ultima giornata di campionato. Su tutte le criticità presentate: scarsissima qualità della schiuma che in pochissimo tempo scompare, l’instabilità del supporto che cade continuamente e ostruisce la corsa dei direttori di gara.
La palla adesso è passata al presidente dell’Aia Marcello Nicchi, dalla parte dei direttori di gara e quindi in contrasto con la posizione del direttore generale della Figc Michele Uva, che pare abbia confermato la scelta delle bombolette ‘vanishing spray’. A supporto della relazione di Messina c’è anche una lettera ufficiale del presidente dell’Aia Marcello Nicchi che ha accusato la Figc di aver acquistato un prodotto diverso da quello ritenuto il top sul mercato. Nicchi in questo modo ha anche informato la Lega di serie a, la Lega di serie B e la Lega Pro, sollevando gli arbitri da qualsiasi irregolarità e malfunzionamento dovuto e procurato dalle bombolette spray. Gli arbitri hanno anche confessato la volontà di decidere autonomamente quale tipo di attrezzatura usare.

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