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di natale

“Auguri capitano! Dirlo una volta non basta, ma non sarebbe sufficiente nemmeno dirlo 38 volte, tante quante le candeline che spegni oggi. Anzi, in cuor suo, ogni tifoso bianconero sa che nemmeno 1000 volte auguri potrebbero bastare a ripagare le emozioni vissute insieme a te, a bordocampo, allo stadio, a casa in televisione, ovunque. Perché, ormai, se dici Udinese, dici Di Natale“. Questa la bellissima dedica della società Udinese al suo capitano Antonio Di Natale per il suo compleanno, un attestato di stima importante per la bandiera bianconera che nell’occasione ha rilasciato anche un’intervista alla Gazzetta dello Sport.

INTERVISTA DI NATALE Queste le parole di Antonio Di Natale al quotidiano sportivo la Gazzetta dello Sport “Inizio a star bene, nel primo mese dopo la preparazione soffro sempre. Ora mi sento bene. Col Genoa ho fatto 90 minuti. L’Udinese fa fatica perché è una squadra che si deve salvare, come ogni anno. Purtroppo ci mancano i punti persi con Palermo ed Empoli, la differenza è lì. Ma Colantuono sta facendo un gran lavoro, sul campo è bravo, mi ricorda molto Spalletti” poi la stoccataDa 4 anni scrivono che sono finito e lo scorso 31 maggio ho finito con 14 gol. E’ giusto che i giornalisti facciano le pagelle che vogliono. Porta fortuna. I miei obiettivi? Arrivare in doppia cifra anche quest’anno. Io i conti li faccio alla fine anche se adesso sto pensando più a salvare l’Udinese e a fare punti”.

Nel campo Di Natale dirige tutto “Non ci sto a perdere, mancano i punti e mi viene la paura. Bruno mi fa arrabbiare perché è giovane ed è quello che ha più qualità di tutti, ha due piedi incredibili, ma ogni tanto si accontenta. L’Udinese ha una maggior concorrenza e non è più facile come prima. Alla Donatello c’è un centrocampista sloveno, Kevin Bric, 2001, che è proprio il figlio di Igor. A me sembra fortissimo, e credo che tra pochissimo andrà in una big”.

Sulla Nazionale e i possibili convocati in avanti, su tutti QuagliarellaBalotelliQuagliarella non è vecchio, ma degli esperti spero ci vada lui, perché se lo merita. Balotelli in Nazionale? Il Mario che ho visto contro di noi era impressionante. Lui non si discute, le cose le sa fare. Europeo? Penso che alla fine andrà perché è forte, anche se Conte dice bene quando spiega che non bastano due partitesul suo futuro Di Natale spiega “Questo è l’ultimo anno? Deciderò dopo aver mangiato il panettone. Mio figlio è in seconda media, potrei aspettare che finisca la terza a Udinese. Nel calcio comunque resterò, che sia da calciatore, allenatore o dirigente”.
Stefano Mastini

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