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Insieme alla Slovacchia di Hamsik e alla Svizzera di Shaqiri, la terza squadra qualificata nella giornata di ieri è stata la Russia. La netta vittoria per 2-0 sul Montenegro ha permesso ai sovietici di piazzarsi secondi nel girone G alle spalle di una splendida Austria. Una qualificazione tutt’altro che scontata per la nazionale che nel 2018 organizzerà i Mondiali di calcio, che solo pochi mesi fa era dietro la Svezia di Ibrahimovic e tallonata proprio dal Montenegro battuto ieri sera.

ZAR LEONID – Grandissimi meriti di questa qualificazione vanno al ct Leonid Slutsky, infallibile da quando siede sulla panchina sovietica con un perfetto en plein di quattro vittorie in altrettanti incontri contro Svezia (1-0), Liechtenstein (0-7), Moldavia (1-2) e appunto Montenegro (2-0). Dodici gol fatti e uno solo subito, percorso quasi opposto del suo predecessore Fabio Capello che si era fermato a 8 punti in 6 gare, frutto di 2 vittorie (una a tavolino), 2 pareggi e 2 sconfitte. L’ultima decisiva proprio contro l’Austria lo scorso giugno che aveva causato la rescissione consensuale tra il tecnico friulano e la federazione russa. Si concluse così in malo modo un rapporto cominciato nel 2012 e che avrebbe visto il culmine proprio nel 2018 con i primi storici Mondiali di casa.

FALLIMENTO CAPELLO – Dopo un’ottima partenza, attestata dalla qualificazione della Russia per Brasile 2014, durante la rassegna sudamericana la squadra di Capello era stata una dei flop del torneo, tornando a casa già nei gironi senza mettere a segno nemmeno una vittoria. Il mancato pagamento degli stipendi, arginato poi dall’intervento del magnate russo Usmanov, aveva deteriorato il rapporto tra Don Fabio e il calcio russo. Evidentemente i soldi non hanno fatto la felicità per Capello e la sua squadra, piatta, senza gioco e senza idee. Ora con Slutsky, da anni sulla panchina del CSKA Mosca, si aprono nuovi scenari per la compagine sovietica, che si candida ad outsider per gli Europei francesi con un occhio ai Mondiali di casa, appuntamento che non si potrà fallire.

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