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L’inchiesta Diritti Tv procede senza interruzioni con le fiamme gialle che nell’ultimo fine settimana sono state particolarmente sollecitate dai magistrati milanesi Roberto Pellicano, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi. Dopo la visita a Mediaset, considerata partner di Infront in tale vicenda, i finanzieri si sono recati nelle sedi di Genoa, Bari calcioMp & Silva di Riccardo Silva per controllare i libri contabili delle aziende che avrebbero beneficiato, secondo la tesi delle toghe milanesi, di pagamenti indebiti che sarebbero serviti alla squadre in crisi economica per l’iscrizione ai campionati. Enrico Preziosi, presidente dei rossoblu, non ci sta e ha deciso di spiegare la sua situazione al quotidiano nazionale del Corriere della Sera.

PREZIOSI SI DIFENDE Queste le parole del numero uno del Genoa Enrico Preziosi ai microfoni del Corriere della Sera “Finanziamento occulto da Infront? Non è assolutamente vero. Si tratta di un versamento di 15 milioni effettuato in tre tranche da un mio conto svizzero, regolarmente dichiarato al fisco italiano. Sono sereno. La spartizione dei diritti tv? A parte la Fiorentina che si è astenuta, tutte le società si sono espresse a favore. Io, Galliani e Lotito i padroni del calcio italiano? Chi ci crede è un pazzo. E’ ridicolo pensare che 17 presidenti siano nelle mani di tre persone. Ipotizzare che Agnelli faccia quello che dice Preziosi è una bestemmia”.

Poi una precisazione da parte dell’imprenditore campanoSenza i soldi di Infront il calcio italiano tornerebbe al mecenatismo perché sono l’85% delle entrate totali. Ripercussioni? Io potrei addirittura essere parte lesa di questa vicenda. Sono curioso di vedere la fine dell’indagine. Galliani? Sono esterrefatto, conoscendolo so che non commetterebbe mai un’azione che avesse il minimo sentore di illegalità”.

Stefano Mastini

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