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van persie

Meglio di Van Basten, Cruijff e Van Nistelrooy. Da ieri Robin Van Persie è nella storia dell’Olanda dopo aver segnato il suo 50esimo gol in nazionale; un traguardo che sembrava irraggiungibile, un primato toccato proprio nella serata più triste per il calcio Orange, quella che ha sancito l’eliminazione nel girone di qualificazione ai prossimi Europei in programma in Francia la prossima estate.

L’ultima volta che l’Olanda non prese parte alla fase finale di un campionato europeo era il 1984; un fallimento che aprì le porte a quella che sarebbe stata una delle generazioni più forti e vincenti del calcio olandese, la stessa capace di conquistare il titolo continentale quattro anni dopo. Van Persie aveva soltanto un anno, curioso pensare come oggi guardi invece tutti dall’alto di questa speciale classifica, avendo superato uno dopo l’altro tutti i grandi goleador in maglia arancione; a partire dal 2005, 101 partite ufficiali e 50 reti realizzate. Una media di un gol ogni due partite con cui l’ex attaccante di Feyenord, Arsenal e Manchester United è riuscito a diventare il giocatore olandese con più reti in nazionale, merito di una metamorfosi che in carriera l’ha visto diventare centravanti dopo un inizio da ala pura.

Una trasformazione costante, quella che gli ha permesso di primeggiare anche nella classifica marcatori della Premier League (nel 2012 e nel 2013), fino all’exploit con la nazionale, di cui negli ultimi anni è stato uno dei leader indiscussi. L’ultimo ad arrendersi è stato Patrick Kluivert (40 reti in 79 presenze), superato nel 2013 dopo la tripletta all’Ungheria; dietro di lui, solo Klaas Jan Huntelaar, suo coetaneo, giunto a quota 42 sempre nel 2-3 di ieri con cui la Repubblica Ceca ha battuto l’Olanda all’Amsterdam Arena. Nell’Olanda calcistica in lutto, sorride soltanto Van Persie, o forse no; il giorno dopo la sensazione è che l’Europeo abbia già perso un protagonista ancora di cominciare.

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