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crotone

Il “grande prato verde dove nascono speranze, che si chiamano ragazzi…” narrato da Gianni Morandi in una delle sue interpretazioni più famose, esiste davvero e pazienza se non è proprio quello “dell’amore” come diceva il brano in questione. Il prato è quello dell’Ezio Scida di Crotone, 9.631 spettatori, entusiasti, impazziti, innamorati della squadra di casa, il club che forse più di tutti negli ultimi anni ha rappresentato il perfetto trampolino di lancio per alcuni dei giovani calciatori italiani più promettenti.

Un posto magico, dove crescere e maturare senza pressioni, coccolati da una società e uno staff tecnico all’avanguardia; il luogo dove, grazie a un collaudatissimo mix di esperienza e gioventù, si riesce ancora a fare calcio (nel senso più profondo del termine), nonostante la crisi infinita del movimento di casa nostra. Chi vuole andare sul sicuro e mandare a giocare i propri giovani migliori, non ha dubbi e sceglie il Crotone del presidente Raffaele Vrenna, l’artefice principale del miracolo calabrese. Con fare quasi pitagorico (il filosofo, matematico, taumaturgo, astronomo, scienziato e politico, si stabilì a Crotone dove attorno al 530 a.C. fondò la celebre scuola che porta il suo nome), ha costruito una creatura modello, dimostrandosi anche abile scopritore di tecnici alle prime armi. Da qui è cominciata la parabola di Gianpiero Gasperini, l’uomo che ha forgiato a sua immagine e somiglianza l’attuale allenatore, l’emergente Ivan Juric (ex giocatore del Crotone agli ordini del Gasp prima a Crotone, poi a Genova e suo ex collaboratore nelle sfortunate avventure all’Inter e al Palermo); per sostituire Massimo Drago, passato al Cesena per puntare alla promozione in A dopo una vita in rossoblù e tre ottimi campionati disputati, si è deciso di puntare proprio su Juric, reduce dalla sua prima esperienza in panchina con il Mantova.

E i fatti sembrano dare ancora una volta ragione alla società, visto il secondo posto in classifica alla pari di Spezia e Bari, a sole due lunghezze dalla corazzata Cagliari. “Juric è il giocatore che più di ogni altro ha interpretato la mia filosofia del calcio. Era la mia locomotiva. È stato per sette anni mio giocatore, poi mio collaboratore. Lui da subito ha creduto nella mia filosofia, la interpretava in pieno, ci credeva, anche in ogni allenamento. Aveva cuore e mentalità, intelligenza fuori dal comune. A Crotone sta dimostrando di portare avanti un’idea di squadra che è un successo”. Un’ investitura importante quella del Gasp che, al di là dell’affetto personale, certifica come Juric sia il tecnico più adatto per proseguire il grande lavoro svolto da Drago nelle ultime stagioni; quelle in cui, dall’Ezio Scida, sono transitati nell’ordine anche Florenzi, Cataldi e Bernardeschi. Tutti e tre sono diventati grandi nel Crotone, e oggi rappresentato concretamente il futuro del nostro calcio; esperimenti andati a buon fine, che hanno trasformato il Crotone in una vera e propria fucina di giovani campioncini sul punto di esplodere.

Come Mamadou Tounkara, senegalese classe ’96, talento inquieto di proprietà della Lazio (escluso dal ritiro estivo per motivi disciplinari e mandato in prestito a farsi le ossa), Federico Ricci, scuola Roma ed ex pupillo di Rudi Garcia che lo fece esordire due anni fa con l’Atalanta, Leonardo Capezzi, grande promessa della Primavera della Fiorentina, da anni nel giro delle nazionali giovanili. Senza dimenticare i vari Balasa, Ferrari, Barberis, Salzano Guy Yao, Ferrari e il redivivo Stoian, anche lui scuola Roma, che a Crotone sembra aver trovato la sua dimensione dopo aver rescisso il contratto con il Chievo Verona. Giovani dal potenziale ancora inespresso che trovano nei senatori l’esempio migliore per gestire il delicato passaggio dalla Primavera alla prima squadra, crescendo in fretta e capire cosa significa essere professionisti; aiutati a inserirsi al meglio in un gruppo forte e coeso, guidato dai vari Claiton Dos Santos, Francesco Modesto, Matteo Paro e Pietro De Giorgio.

Se pensavate che “il grande prato verde” esistesse soltanto nella fantasia, dovrete ricredervi. Date uno sguardo al Crotone e non resterete delusi.