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Real Madrid's goalkeeper Iker Casillas reacts during their Spanish first division soccer match against Atletico Madrid at Santiago Bernabeu stadium in Madrid September 13, 2014. REUTERS/Juan Medina

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Questa estate, dopo un matrimonio lunghissimo durato addirittura 25 anni, giovanili comprese, le strade di Iker Casillas e del Real Madrid si sono tristemente separate. Ben 725 le presenze collezionate dal portierone spagnolo con i blancos, che anche in nazionale ha fatto la storia di questo sport con il record di apparizioni con le Furie Rosse per il momento fissato a quota 164. Ora la sua nuova vita al Porto all’età di 34 anni, ma con la voglia e la freschezza di un ragazzino. Proprio oggi Casillas ha rilasciato un’interessante intervista al sito ufficiale della UEFA, rispondendo alle domande pervenutegli tramite l’account ufficiale della federazione. Il numero uno ex Madrid ha spaziato dal suo idolo d’infanzia fino ai grandi campioni con cui ha giocato, per poi stilare anche una top 5 personale di portieri in cui è incluso anche un italiano: “Il mio idolo è sempre stato Peter Schmeichel, mentre se dovessi fare una classifica dei cinque migliori portieri di sempre direi: Schmeichel, Vitor Baia, Buffon, Kahn e Canizares. Proprio in quest’ordine”.

I MIGLIORI – Casillas ha così proseguito incoronando Zidane: “Il giocatore più forte con cui ho giocato è Zinedine Zidane, ho sempre amato guardarlo in azione. Il più forte che ho affrontato, invece, è Leo Messi. Ho giocato contro di lui molte volte nelle partite tra Real Madrid e Barcellona, è sempre stato fortissimo. Il più pazzo? Helton. Nello spogliatoio del Porto è sempre pronto a ridere e scherzare con il resto della squadra”.

IL RUOLO – Lo spagnolo ha concluso parlando del ruolo del portiere e dei suoi migliori interventi: “Il portiere è un ruolo che mi ha affascinato sin da quando ero piccolo. Ha influito anche il fatto che mio padre non volesse mai giocare in porta quando giocavamo insieme. Per fare quello che ho fatto io serve un’incredibile forza mentale. Essere un portiere include molti rischi, ci vuole coraggio e intelligenza. Interventi? Uno nella finale di Champions League del 2002 contro il Bayer Leverkusen e uno nella finale dei Mondiali del 2010, quando ho impedito a Robben di segnare”.

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