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Wenger

Alla soglia del ventennale sulla panchina dell’Arsenal, Arsene Wenger medita l’addio.
Secondo quanto riportato dal Mirror, il tecnico francese starebbe seriamente pensando di non rinnovare il proprio contratto in scadenza nel 2017.
Un cambiamento epocale per una società che si ritroverebbe a cambiare manager dopo 21 anni e 15 trofei vinti.

Queste le parole di Wenger:
“Sono deciso a rimanere assolutamente fino all’ultimo giorno del mio contratto per riportare grandi successi a questo club. E voglio lasciare facendo in modo che si possa ancora migliorare dopo il mio addio. Questo è per me molto importante, lasciare il club in una condizione che renda possibile al mio successore di fare meglio di me”.
Non manca un’analisi della sua avventura con l’Arsenal, che Wenger divide in due parti di uguale durata, ma totalmente differenti dal punto di vista dei risultati: “Devo dire che i primi anni di carriera qui è stato abbastanza facile, dal ’96 al 2005. E ‘stato un periodo in cui tutto è andato veramente bene. Siamo stati sempre dominanti, soprattutto in campionato e in Coppa d’Inghilterra. Poi venne il secondo periodo in cui ci siamo trasferiti in questo stadio.E ‘diventato molto più difficile, perché ci troviamo ad affrontare una maggiore concorrenza e perché eravamo sotto restrizione finanziaria, e l’obiettivo era di rimanere al vertice del campionato e di qualificarsi per la Champions League ogni anno per ripianare i debiti. Devo dire che l’abbiamo fatto. A volte all’interno di un ambiente scettico, e la maggior parte delle volte dovendo combattere fino all’ultimo minuto dell’ultima partita della Premier League.”

Una scommessa vinta ogni anno da Wenger e dal suo Arsenal, che ora comincia a raccogliere i frutti dei propri investimenti, nonostante il percorso sia ancora lungo e pieno di insidie. Il manager francese però, avrebbe forse preferito qualche titolo in più:
“Se mi chiedete di farlo di nuovo io direi di no, lasciate che qualcun altro lo faccia, perché non voglio accettare un’altra volta una scommessa così difficile”.

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