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Napoli-Fiorentina si avvicina. Uno dei big-match dell’ottava giornata di Serie A, in programma domenica 18 ottobre alle ore 15.00 al San Paolo, vedrà in campo due squadre che stanno attraverso un momento positivissimo e sia gli azzurri che i viola (primi in classifica) vorranno sicuramente portare a casa i tre punti. Si prospetta una partita entusiasmante.

Alla vigilia della delicata sfida, MaiDireCalcio ha realizzato un’intervista doppia dando spazio alle parole di due giornalisti per squadra, per il Napoli Rino Cesarano (RC), penna del Corriere dello Sport, e Gianluca Monti, giornalista de “La Gazzetta dello Sport”.

Come arriva il Napoli alla sfida con la Fiorentina dopo la pausa delle Nazionali? La sosta non ci voleva nel momento migliore degli azzurri?

RC: Il Napoli ci arriva bene, soprattutto perché alcuni giocatori, come Hamsik e Mertens, si sono distinti con le rispettive Nazionali dove hanno riscosso successi. Dal punto di vista del morale, la squadra di Sarri ci arriva bene e ci arriva anche motivato perché alcuni di loro che non hanno potuto partecipare per ovvi motivi: Higuain non convocato ed Insigne per infortunio. La sosta avrebbe potuto influire in qualche misura, ma io non credo perché Napoli ha memorizzato certi codici tattici ed ha avuto la possibilità di lavorare sulla fase difensiva ancora meglio in questi giorni. Credo che la sosta abbia inciso in maniera relativa.

GM: Il Napoli, come la Fiorentina, ci arriva bene dal punto di vista mentale. Entrambe vengono da un momento positivo e, soprattutto, queste due settimane di sosta, anche se hanno spezzato un po’ il ritmo, sono state vissute con entusiasmo dall’ambiente, e questo aiuterà lo spettacolo. Inoltre c’è stato anche l’aspetto non trascurabile dei buoni risultati ottenuti con le rispettive Nazionali dai giocatori del Napoli e, da un elemento viola come Kalinic che si è qualificato ai prossimi Europei con la Croazia. Sì, è vero, è una sosta che nessuna delle due squadre si sarebbe auspicata, però è stata vissuta sulle ali dell’entusiasmo.

Il cambio di modulo è stato il vero motivo del cambiamento o ci sono stati altri fattori che hanno favorito l’inversione di rotta della squadra di Sarri?

RC: No, non solo il modulo. Diciamo che c’è stato un miglioramento sotto il profilo atletico-tattico di alcuni singoli, come Ghoulam e Koulibaly. Il cambio di modulo è stato deciso in maniera collegiale, quindi tutti hanno creduto in questa inversione di rotta. Dopodiché i risultati hanno trasmesso ulteriori convinzioni al gruppo. E’ stata una serie di fattori a far invertire la rotta a questa squadra, come qualche vittoria esterna e l’exploit con il Milan: sono quelle vittorie che ti danno la convinzione finale.

GM: In gran parte è dipeso dal cambio di modulo, perché non si darebbe tanta importanza all’aspetto tattico come fanno gli allenatori. Poi si è aggiunta la condizione fisica, sicuramente migliorata rispetto all’inizio della stagione, e poi una condizione mentale che dipende dai risultati: i giocatori hanno trovato forza e consapevolezza nei risultati che sono stati generati anche dal cambio di modulo. Tutto parte da lì, ma poi c’è stata una reazione a catena.

Come giudica la gestione di Sarri nei confronti di quei giocatori che stanno trovando poco spazio?

RC: Io direi positiva. Fino a questo momento non abbiamo registrato, se non dai procuratori, nessun mal di pancia dei calciatori. Non traspare il malumore all’esterno, se non da parte dei rispettivi entourage. Mi meraviglia anche la gestione del gruppo, credo che all’interno dello spogliatoio ci sia un cameratismo importante e positivo.

GM: Per il momento il Napoli ha utilizzato 18 giocatori in campionato, 20 in totale se consideriamo i pochi minuti di Chalobah e i novanta di Gabriel in Europa League. Sarri sta portando avanti una filosofia che sinceramente io condivido: il turn over sfrenato non sempre produce grandissimi risultati, soprattutto se non hai davvero 22 giocatori più o meno dello stesso livello. Non è il caso del Napoli, che è molto competitivo nei 17-18 elementi. Non arriva ad essere competitivo nei 22 in maniera tale da giustificare un turn over sfrenato. In ogni organico poi, da sempre e per sempre, ci saranno musi lunghi.

Quale rinforzo servirebbe a questo Napoli per pensare ancora più in grande?

RC: Rispetto al passato abbiamo avuto un riscontro: migliorando la fase difensiva e inserendo un centrocampista in più con sette uomini dietro la linea del pallone in fase passiva, sono migliorati anche i difensori singolarmente. Quando c’è un filtro importante, anche la difesa subisce meno e si esprime meglio. E’opportuno prendere due giocatori, la priorità è un altro centrocampista in grado di sostituire sia Allan che Hamsik. E poi, in seconda battuta, un altro difensore.

GM: Non credo che a questo Napoli serva necessariamente un titolare. C’è bisogno di un difensore centrale e di un centrocampista, come alternativa importante ad Allan e ad Hamsik.

Cosa bisogna temere maggiormente della squadra di Sousa?

RC: Il palleggio. Bisogna limitare le loro azioni nelle linee di passaggio, cioè interrompere sul nascere il loro gioco dalla trequarti in su. E’ una squadra camaleontica, in grado di cambiare nel corso della partita. La Fiorentina ha dei giocatori molto duttili tatticamente, per cui in possesso di palla riesce a creare difficoltà soprattutto con palla a terra con triangolazioni verticali e inserimenti. Nella zona nevralgica il Napoli deve limitare al massimo gli spazi ed evitare che i viola facciano gioco in quella zona del campo.

GM: Della Fiorentina bisogna temere Borja Valero perché è il giocatore di maggiore qualità ed è l’unico intoccabile in questa incredibile alternanza di giocatori e di moduli che Paulo Sousa sta portando avanti. La sorpresa è quella. La Fiorentina, a differenza del Napoli, a parte Borja Valero ha tutti gli elementi interscambiabili: se non c’è Ilicic, c’è Bernardeschi; se non c’è Tomovic, gioca Roncaglia; se non c’è Badelj, in campo ci va Mario Suarez. La Fiorentina è più competitiva nelle alternative, ma non ha i picchi del Napoli. Mentre Sarri sta sfruttando bene i picchi della sua squadra (Insigne, Higuain, Callejon), quelli che sono insostituibili o quasi, Paulo Sousa è stato molto bravo a sfruttare tutta la rosa.

Un giocatore della Fiorentina che vedrebbe bene in questo Napoli.

RC: A me piace molto Vecino. Piaceva sia a Sarri che allo stesso De Laurentiis. E’un giocatore di prospettiva, importante: riesce ad abbinare sia la quantità che la qualità. Sono pochi questi tipi di giocatore, è anche giovane.

GM: Sicuramente Bernardeschi. A Napoli un giocatore di piede sinistro nel tridente manca. Bernardeschi interpreta il ruolo in maniera diversa rispetto a Gabbiadini perché è più ala e meno punta. E’ giovane, a me piace. Prenderei lui dai viola.

Pronostico secco per Napoli-Fiorentina.

RC: I pronostici non li faccio mai (ride, rnd). Complessivamente il Napoli ha una cifra tecnica superiore rispetto a quella della Fiorentina. La squadra di Sarri può dimostrare ancora una volta di aver memorizzato i movimenti che chiede il proprio allenatore. Credo che domani possano recitare un ruolo fondamentale sia Hamsik che Allan con i loro inserimenti, perché poi la Fiorentina si dispone con un assetto difensivo a tre e si potranno verificare dei vuoti al centro dove il Napoli ha due giocatori, ripeto, come Allan e Hamsik, capaci di andare anche in gol.

GM: Sarà una partita aperta. Il Napoli e la Fiorentina dovranno un po’ snaturarsi, in quanto non dovranno far giocare l’altra squadra. Chi la fa, rischia poi di prendere contropiede con gente veloce come Błaszczykowski della Fiorentina o con Callejon ed Insigne del Napoli. La squadra che avrà in mano il pallino del gioco potrebbe essere quella che rischierà di più.

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