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Un’appendice e/o deformazione di quella che potrebbe essere definito come un caso da rimborsopoli. Questa la polemica relativa ai biglietti circolari validi per l’ingresso allo stadio San Paolo di Napoli, un andazzo che il primo cittadino del capoluogo, Luigi De Magistris, vorrebbe eliminare definitivamente. Si parla soprattutto la trasferibilità del tagliando, vera e propria pietra dello scandalo, cioè la possibilità, da parte di coloro che a cui sono riservati tali biglietti, di poterli cedere ad altri senza che vi sia impedimento alcuno.

DE MAGISTRIS SPIEGA Queste le parole del sindaco Luigi De Magistris sul caso “Nella convenzione che andremo a fare non è più ammissibile che ci siano biglietti circolari, che chiunque rappresenti un’autorità possa trasferirli ad altri“. Una vera e propria bagarre in Consiglio comunale che vedrà nel prossimo 23 ottobre la data cardine per capire se sarà possibile mettere mano a tale questione, sarà infatti presentato dalla maggioranza un maxi emendamento che raccoglierà molte proposte in merito alla convenzione tra l’amministrazione cittadina e la società di De Laurentiis, i cui punti principali sarebbero così articolati: rafforzamento del numero di biglietti riservati a scuole e portatori di handicap, incedibilità tagliandi concessi ai consiglieri comunali, rafforzamento del trasporto pubblico per le gare in notturna a carico della società e previsione di partite di beneficenza il cui incasso sia da destinarsi alla manutenzione degli impianti sportivi napoletani.

Ha aggiunto De Magistris “Nel documento vogliamo raccogliere le parti buone del dibattito, anche i contributi che vengono da altri, ma bisogna anche evidenziare che c’è chi fa ostruzionismo e moralismi” sull’eliminazione totale dei tagliandi gratuiti e quindi della presenza all’interno del San Paolo della tribuna autorità l’ex pm ha glissato “E’ un discorso che deve valere per tutte le autorità che tuttavia sono persone invitate dalla società e dunque ritengo che, come è sempre stato, si debba lasciare alla società la libertà di invitare chi vuole. Non credo che la malapolitica sia qui”.

 

Stefano Mastini

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