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Paulo Sousa, Fiorentina
Paulo Sousa, Fiorentina

 

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E’ una Fiorentina che torna a casa da Napoli con 0 punti nel sacco e il sapore agrodolce in bocca. Il risultato parla chiaro ma il gioco e la prestazione dei gigliati mette in secondo piano il pallottiere, cosa più unica che rara nel paese del “fine giustifica i mezzi”. Non basta, la viola fa innamorare i tifosi grazie alla prova dalla caratura internazionale dei nuovi: Kalinic e Kuba su tutti. Insomma è pur sempre un bel vedere per chi da oltre sedici anni non riusciva a guardare tutti dall’alto della classifica, rimanendoci poi; senza contare il Napoli che ora si è il vero nome per lo Scudetto insieme alla strana coppia formata da Roma e Inter.

ANALISI FIORENTINA Tutto perfetto per un tempo. La Fiorentina di Sousa è compatta e porta un pressing alto che manda fuori giri spesso e volentieri la retroguardia di Sarri grazie soprattutto alla dinamicità spicciola di un Vecino in versione Top Player e alle doti tattiche di Badelj, tipico esempio di giocatore bollato come “bidone” da tutto e tutti e adesso eretto a mo’ di monumento equestre; Borja Valero gioca a due tocchi in mezzo agli energumeni partenopei rimediando un sacco di botte e finendo con la “lingua di fuori” nel momento catartico del match, peccato che i cambi fossero finiti per una Fiorentina costretta ad un forcing finale vanificato dall’errore grossolano di Ilicic, croce e delizia dei toscani. Nel mare di buone intenzioni e complimenti doverosi a questa viola fa un po’ strano la scelta di Bernardeschi dal primo minuto al posto dello sloveno, pensato evidentemente per allargare le file del Napoli il ragazzo prodigio dei toscani finisce spesso per giocare sulla stessa linea di Kalinic, quasi una seconda punta che non un rifinitore, purtroppo quando il tecnico portoghese lo richiama in panchina gran parte del match è andato.

UN TERZINO PER LA VIOLA Insigne va in gol dopo appena 40 secondi dall’inizio del secondo tempo: palla tra le linee di Hamsik che coglie impreparato sia Tomovic (posizionato male con il corpo) che Gonzalo Rodriguez; sul marchio di Higuain spicca la topica di Ilicic ma non è da meno Roncaglia, fuori posizione l’argentino subentrato ad un acciaccato Alonso. Il denominatore comune dei due gol subiti è la mancanza di un terzino destro di ruolo che sappia offrire la giusta copertura in fase di difesa, evitando scelte cervellotiche da parte di Sousa, e che permetterebbe ai toscani di schierarsi con il più comodo 4-2-3-1. Sono almeno tre stagioni, tradotto sei sessioni di calciomercato, che i gigliati cercano disperatamente un laterale destro degno della piazza fiorentina, purtroppo il colpo non è mai arrivato con lo stesso Montella che si è trovato spesso a cestinare i vari Micah Richards e Diakitè, tutte soluzioni last minute. Adesso resta da chiedersi “dove potrebbe arrivare questa Fiorentina con un terzino destro di ruolo?“, se i gigliati dovessero continuare con il trend di inizio stagione chissà che non arrivi il pezzo pregiato proprio in quel ruolo “maledetto”, allora la davvero banda Sousa potrebbe puntare ad uscire dal campo con il solo sapore “dolce” tra le fauci.

Stefano Mastini

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