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Quella del San Paolo, a detta di molti, è stata senza dubbio la partita più bella di queste prime otto giornate di Serie A. Bella sì, ma non da subito. Tra Napoli e Fiorentina, infatti, ha regnato l’equilibrio, soprattutto nella prima frazione di gioco: ritmi altissimi, spazi ridotti, tanto pressing e poche, vere, occasioni da rete. Nel secondo tempo invece, terminata la fase di studio delle due squadre, l’equilibrio visto nei primi 45’ minuti ha lasciato spazio alla tentazione, da parte di entrambe le compagini, di provare a vincere questa partita.

Missione compiuta per il Napoli, non senza difficoltà: dopo la rete di Insigne su splendido assist di Hamsik, prima Albiol e poi Callejon non riescono a ribadire in rete una seconda segnatura che poteva chiudere in anticipo la partita. La Fiorentina raggiunge il pareggio dopo aver ripreso campo e fiducia, con un Kalinic in grande spolvero. A chiudere il match in favore dei padroni di casa, poco dopo il pareggio della viola, è Higuain che attacca il portatore di palla, Ilicic, sradicando il pallone dai piedi dello sloveno e chiudendo di sinistro un repentino scambio di prima con Mertens. Atteggiamento non solo del bomber argentino, ma di tutta la squadra, che ha deciso di provarci e ribaltare il risultato sin da subito. Tanto pressing, ritmi altissimi e gara di sacrificio e corsa da parte di entrambe le squadre. Sfida tattica quella del San Paolo: equilibrio e spettacolo, ben distribuiti su tutti i 90′.

I  numeri raccolti nel big match del San Paolo palesano ancor di più come Napoli-Fiorentina si sia giocata in una costante situazione di equilibrio: nei 97’ minuti di gioco totali, 49’43 effettivi, il possesso palla ha visto la Fiorentina  (51%) un passo avanti rispetto al Napoli ( 49%), che ha però giocato la palla maggiormente nella metà campo avversaria, quindi in maggior proiezione offensiva rispetto alla squadra di Sousa.

Sono state 6 le occasioni da gol per il Napoli: 5 tiri nello specchio, 4 conclusioni fuori e due reti arrivate partendo dal centro-sinistra, con azioni tipiche dell’ormai consolidato 4-3-3 di mister Sarri. Per la Fiorentina sono stati 3 i tiri nello specchio della porta, con Błaszczykowski che impegna dalla distanza Reina, il quale si fa trovare pronto anche su Kalinic in uscita. E’ proprio l’attaccante ex Dnipro a trovare una bella rete, assistito da Ilicic, il quale sfrutta il buco creato dall’uscita di Albiol dalla linea difensiva, unica vera disattenzione del pacchetto arretrato azzurro. Higuain e Kalinic hanno tirato due volte verso la porta avversaria, trovando il gol nella seconda occasione, così come Insigne, autore della prima rete del vantaggio azzurro. Dalla distanza ci hanno provato, invece, Hamsik e il già citato Błaszczykowski.

Partita bella ed equilibrata dicevamo, ma anche molto maschia: 11 falli commessi per il Napoli, 19 per la Fiorentina. Vecino (6) e Roncaglia (5) tra i più fallosi, mentre sono stati Allan (4) e Kalinic (4) i più tartassati. I ritmi alti del match hanno portato spesso ad una imprecisione che non appartiene propriamente a due compagini così tecniche e ben organizzate come Napoli e Fiorentina: il Napoli ha sbagliato 27 volte il passaggio, la Fiorentina solo 18. Sono 31 le palle perse dagli azzurri, 33 per la Fiorentina, ma è il Napoli a recuperarne di più (28-24): su tutti Jorginho (5), Allan (5), Koulibaly (6) e Hamsik (6), che è anche il calciatore che ha percorso più chilometri, insieme a Vecino della Fiorentina.

Tanti testa a testa, tante sfide nella sfida, in questa gara che ha visto l’equilibrio in primis e lo spettacolo, soprattutto nel secondo tempo, protagonisti assoluti nel pomeriggio del San Paolo. Squadre dall’elevato tasso tecnico e dalla grande preparazione tattica, ottimo lavoro di Sarri e Sousa, i nuovi condottieri di Napoli e Fiorentina. Gli azzurri accorciano, i viola restano primi, ma entrambe le squadre escono da questo match consce dei propri mezzi e del grande calcio che stanno esprimendo. Gli azzurri ieri hanno conquistato i tre punti, ma Napoli-Fiorentina continua. Ne siamo certi.

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