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Per importanza e tasso tecnico, Bayer Leverukesen-Roma ha tutte le carte in regola per essere la partita di cartello di questo martedì di Champions League. Quando nei gironi vieni sorteggiato nello stesso gruppo del Barcellona, il tuo destino è già segnato in partenza. L’obiettivo secondo posto, che alla vigilia sembrava vedere i giallorossi favoriti, è ora ad appannaggio dei tedeschi. Alla BayArena sarà quasi un sedicesimo di finale tra le due compagini, con la squadra di Garcia che rischia seriamente di dover dire addio al sogno ottavi.

Il duello, di per sé già determinante, assume caratteristiche esaltanti analizzando la grandissima sfida che vedremo in campo. Uno contro l’altro se la vedranno infatti Miralem Pjanic e Hakan Calhanoglu, ad oggi probabilmente i due migliori tiratori di punizioni del calcio mondiale. Per i due centrocampisti, uomini chiave per il gioco di entrambe le squadre, oltre alla pura bellezza delle loro conclusioni parlano ampiamente i numeri, a dir poco impressionati.

A LEZIONI DI PJANIC – Il bosniaco della Roma è attualmente il top scorer in Europa per punizioni messe a segno in stagione. Il giallorosso è già a quota 3, dopo le perle contro Juventus, Capri e infine quella contro l’Empoli sabato scorso. In totale Pjanic è a quota 10 dal suo approdo in serie A, numeri incredibili pari solo alla bellezza dei suoi calci piazzati. Se da ragazzino hai il privilegio di allenarti fianco a fianco con un certo Juninho Pernambucano, le stimmate sono quelle di un predestinato. Dal maestro brasiliano però il 15 giallorosso, dal punto di vista dell’esecuzione, si è distaccato totalmente con il passare degli anni. Il vero segreto del bosniaco infatti non è nel modo in cui calcia il pallone, come nel caso della ‘Maledetta’ del brasiliano, ma dalla cura maniacale per ogni minimo dettaglio. Egli stesso ha dichiarato di saper riconoscere alla perfezione le distanze del campo cm per cm. Quando la classe è cristallina e il lavoro di questa portata, il risultato non può non essere da applausi.

IL MAGO HAKAN – Se i numeri di Pjanic sono così esaltanti, quelli di Hakan Calhanoglu fanno accapponare la pelle e lacrimare gli occhi di pura estasi. Ad appena 21 anni, il numero di punizioni messe a segno in carriera è proprio 21, precisione chirurgica anche in questo aspetto. Il ragazzo nato a Mannheim è un mix perfetto tra la cultura tedesca e quella turca: serio e razionale nei momenti topici della partita, ma spettacolare e imprevedibile quando meno te l’aspetti. Nel suo caso, basti vedere il gol capolavoro da metà campo contro il Borussia Dortmund, il paragone con Juninho è propriamente al livello di stile ed esecuzione del calcio. Una Maledetta 2.0 quella del 10 turco, spada o fioretto a seconda delle esigenze. Tra i tanti record nella sua giovanissima carriera, in cui spiccano le 9 reti da free kick nella scorsa Bundesliga, Calhanoglu è stato il primo a far inchinare Neuer su calcio da fermo da quando veste la maglia del Bayern. Se non è un’investitura questa…

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