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YayaToure

E’ ritenuto a ragione uno dei migliori centrocampisti centrali del mondo, è il calciatore africano più rappresentativo attualmente in attività assieme al connazionale Dider Drogba, eppure Yaya Touré non riesce a trovare pace. L’ivoriano, che in estate è stato accostato plurime volte all’Inter, con il suo vecchio allenatore Roberto Mancini che lo voleva ad ogni costo, ha rilasciato un’intervista di stampo malinconico all’Equipe, quotidiano francese: “La gente pensava che avrei lasciato il City per questioni economiche e perché non ero contento del mio contratto, ma io sono una persona onesta e se do una parola non cambia. Si è cercato di infangare il mio nome: per fortuna, ho una carriera e un palmares che parlano per me. Quando sono arrivato al Barcellona ho sentito dire ad alcuni che avrei ucciso il calcio. Sono arrivato come un calciatore che aveva giocato poco e in tanti dicevano che il mio stipendio era esagerato, una vergogna. Sono venuto al City per aiutarlo a crescere ed a vincere ma molte persone, animali devo dire, ridevano di me. Poi abbiamo vinto tutto. Sono un po’ disgustato”.

Lo sfogo di Touré è fatto con un tono decisamente amareggiato, che culmina con un secco “tutti pensano che io sia felice. Ho guadagnato tanto e vinto tanto, ma no, non sono felice. Nelle ultime settimane hanno parlato di un nuovo inizio per me, ma quale nuovo inizio? Arrivo da una stagione in cui il City è arrivato secondo in Premier League, il campionato più difficile al mondo. Ho segnato 12 goal, anche se ho dovuto temporaneamente lasciare il club per giocare la Coppa d’Africa. Sono stato via per quasi due mesi e mi è stato rimproverato di non aver segnato come nell’annata precedente”. Uno sfogo deciso e mirato, che sicuramente farà discutere nelle prossime settimane, un duro attacco ai media rei, secondo i giocatore, di essere troppo schierati a suo sfavore.

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