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Si scrive clean sheets, si legge storia. Iker Casillas ha stabilito ieri l’ennesimo record di una carriera straordinaria, chiudendo da imbattuto la sua 51esima gara in Champions League, primato assoluto. Superato nella speciale classifica di tutti i tempi Edwin Van Sar, appaiato come lo spagnolo a quota 50; dietro di loro, altri mostri sacri come lo spagnolo Victor Valdes, ex portiere del Barcellona, e Petr Cech dell’Arsenal a quota 45, seguiti da Buffon fermo a 37.

Una bella rivincita per l’ex portiere e capitano del Real Madrid, accantonato la scorsa estate dalla Merengues dopo alcune stagioni difficili, in cui aveva anche dovuto lasciare il suo posto da titolare a Diego Lopez (sia con Mourinho, che con Ancelotti). Per qualcuno la sua nuova avventura al Porto avrebbe segnato il lento e inesorabile declino di una gloriosa carriera ma i fatti stanno dimostrando il contrario con Casillas subito diventato leader carismatico della retroguardia portoghese, prima con 7 punti nel proprio girone, quello che comprende anche il Chelsea del nemico Mou. Proprio in occasione del match con i Blues, Casillas aveva stabilito il record di presenze in Champions League, toccando quota 152 e superando così l’ex blaugrana Xavi Hernandez che con 151 presenze (157 compresi i preliminari) deteneva il precedente primato.

Troppo debole il Maccabi Tel-Aviv per impensierire l’esperto portierone spagnolo che a questo punto vorrà fortemente incrementare il numero di partite che l’ha visto imbattuto al 90’ nei match di Champions League, guardandosi dall’incombente presenza alle sue spalle di Cech (45 volte senza subire reti in 107 presenze complessive). Più bassa la media stabilita da Van Der Sar nel corso della sua lunga carriera tra Ajax, Juventus e Manchester United (50 clean sheets in 98 match) e di Gianluigi Buffon (37 su 90).

Sicuramente il modo migliore per dimenticare il doloroso addio al Real Madrid dopo 25 anni passati nel club; Iker Casillas non vuole mollare e promette ancora sorprese.

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