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La Roma rimonta e poi si fa rimontare. Nell’ultima partita dei gironi d’andata di Champions League, i giallorossi pareggiano 4-4 alla BayArena contro il Leverkusen (reti romaniste di De Rossi, doppietta, Pjanic e Falque).  Le mirabolanti montagne russe giallorosse si rinnovano con una nuova puntata. Stavolta i gol complessivi del match sono 8 (a Borisov sono stati 5), indice di una squadra che segna e fa segnare con grande facilità.

IL SANDWICH DELLA QUALITA’ – Il solito approccio molle e l’episodio del rigore dopo pochissimi minuti dal fischio d’inizio portano i giallorossi al doppio svantaggio ad opera del Chicharito Hernandez. Nei primi 25 minuti la squadra è sfilacciata, lenta e impacciata. De Rossi e Rudiger risultano i peggiori dell’avvio. Poi, la squadra inizia a imboccare qualche giocata e a prendere fiducia. Sale in cattedra il centrocampo romanista. Il duo Nainggolan-Pjanic spadroneggia in mezzo al campo e De Rossi si fa perdonare dalle lacune iniziali con una doppietta nascente da calcio piazzato. In pratica la Roma fa una prestazione di qualità per 60 minuti complessivi, intervallati da i venti shoccanti dell’inizio e i dieci della fine, quando sul 4-2, grazie alla rete su punizione del solito Pjanic e a quella di Falque su assist di Gervinho, il Bayer rimonta raggiungendo un insperato 4-4.

LA DOMANDA – Perché i giallorossi hanno perso la testa negli ultimi minuti del match? Garcia ha detto bene nel post-partita: la squadra è arretrata troppo. Il baricentro della formazione è sceso pericolosamente alla ricerca di proteggere il risultato, ma così probabilmente ha fatto peggio. La Roma ha ceduto le chiavi del centrocampo ai vari Calhanoglu, Kempl e al il neo-entrato Brandt, che approfittando degli spazi lasciati incolti hanno schiacciato la Roma nella propria area fino ad arrivare al bel gol proprio di Kempl. Subito dopo però Garcia probabilmente ha commesso un errore. Il tecnico francese butta in campo Dzeko per Gervinho, quando sicuramente serviva un centrocampista (Vainqueur l’unico disponibile) per riconquistare la zona mediana. Con il bosniaco la Roma si è spaccata ancora di più tra difesa e attacco e nel giro di due minuti non solo ha preso il gol del pareggio di Mehmedi, ma ha rischiato anche di perdere il match con una conclusione di un soffio a lato di Hernandez.

SACCHI DIXIT – La ragione da addurre ai troppi gol presi (non solo nell’ultimo match) l’ha trovata abilmente Arrigo Sacchi. La Roma difetta nell’organizzazione difensiva, di tutti la squadra e non solo del pacchetto arretrato. I giallorossi non riescono a gestire il match quando sono in vantaggio. A risultato acquisito infatti il lavoro del centrocampo che fa da schermo alla retroguardia cessa, la squadra si spacca in due reparti (attacco e difesa) senza una connessione tra loro. Questo perché Garcia non riesce ad imprimere ancora una identità tattica al suo collettivo. Un altro difetto è l’approccio alla partita. Gli incontri contro Bate e Leverkusen insegnano, ma nel match contro l’Empoli il risultato è stato sbloccato solo nel secondo tempo con la punizione di Pjanic. Insomma, ci sono alcune cose da sistemare per ridare maggiore equilibrio alla squadra.

BILANCIO – Chiuso ormai il girone d’andata si può fare già un bilancio provvisorio del cammino giallorosso di Champions. La Roma è ultima in classifica con 2 punti, dietro al Bate che ne ha 3 e Leverkusen e Barcellona rispettivamente a 4 e 7. Per la squadra di Garcia due pareggi, una sconfitta e nessuna vittoria. L’esordio in coppa è stato subito positivo con un ottimo pareggio all’Olimpico contro i marziani Messi, Neymar e Suarez. Poi, nel match contro la squadra ritenuta sulla carta la più abbordabile del girone, cioé il Bate, la Roma viene sconfitta per 3-2 in Bielorussia. Con il nuovo pareggio di ieri in Germania per 4-4 ora a essere determinante sarà il ritorno tra due settimane all’Olimpico. Tuttavia, anche se battere il Leverkusen significherà superarlo in classifica, per raggiungere gli ottavi sarà necessario fare punti al Camp Nou contro il Barca e battere il Bate in casa. La situazione attuale non è semplice insomma, ma la Roma può sperare ancora.

FUTURO – Ma se in Champions la situazione non è delle migliori, il campionato riserva da qui alle prossime settimane molte opportunità. A Firenze contro la Viola domenica prossima la Roma si gioca il primo posto in classifica. Il calendario dopo sarà ancora più tosto, con l’Udinese mercoledì prossimo, l’Inter tre giorni dopo, il ritorno con il Leverkusen a seguire e il derby con la Lazio a chiudere. Non c’è tempo neanche per respirare. Gambe in spalla e pedalare.

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