Commento razzista su Rudiger, Tv svizzera licenzia Eranio

Claudio Cafarelli
21/10/2015

Commento razzista su Rudiger, Tv svizzera licenzia Eranio

eranio

“I giocatori di colore, quando sono sulla linea difensiva, spesso certi errori li fanno perché non sono concentrati. Sono potenti fisicamente però, quando c’è da pensare spesso e volentieri fanno questi errori”. Per questo commento razzista dopo il 2-0 subito dalla Roma nella trasferta Champions League di ieri sera contro il Bayer Leverkusen, Stefano Eranio ex giocatore di Milan e Genoa è stato licenziato dalla tv svizzera RSI.

Eranio lavorava come commentatore tecnico della televisione pubblica e durante la cronaca di Bayer Leverkusen-Roma ha spiegato l’errore di Antonio Rudiger, difensore centrale della Roma, adducendo la responsabilità al colore della pelle. Oggi è arrivato il comunicato della RSI che ufficializza il licenziamento dell’ex giocatore:

“Ieri sera, durante la pausa della diretta televisiva della partita di Champions League Bayer Leverkusen-Roma, l’ex calciatore Stefano Eranio, ospite in studio, si è soffermato su un gol della squadra tedesca. Riferendosi all’errore di un difensore della Roma, ha sostenuto che “i giocatori di colore, quando sono sulla linea difensiva, spesso certi errori li fanno perché non sono concentrati. Sono potenti fisicamente però, quando c’è da pensare spesso e volentieri fanno questi errori”. Dopo avere attentamente valutato la portata di questo commento, del tutto incompatibile con le regole e la deontologia del Servizio pubblico e preceduto da un’altra affermazione dello stesso tenore fatta da Eranio durante l’incontro Manchester City-Juventus del 15 settembre scorso, la Direzione della RSI ha deciso di interrompere immediatamente la collaborazione con Eranio stesso. Nel contempo, distanziandosi dalle parole del commentatore ospite, la RSI si scusa con il pubblico, parte del quale non ha mancato di comunicare il suo dissenso”.

Come citato dal comunicato, Stefano Eranio non è nuovo ad uscite del genere e già durante Manchester City-Juventus si era lasciato andare a commenti ritenuti offensivi. Pronta la replica rilasciata al SECOLO XIX “Sono avvilito, sono una persona perbene e non sono mai stato un razzista. Non era mia intenzione offendere nessuno, se l’ho fatto è giusto che paghi il mio errore. Non intendevo fare alcuna affermazione discriminante e offensiva, volevo solo dire che la scuola calcistica africana di solito cura poco la tattica: se lo facesse, le squadre europee non vincerebbero più una partita. I giocatori africani, in generale, puntano maggiormente sulla loro forza fisica, sanno di essere forti e quindi spesso curano poco la parte tattica. Non mancano le eccezioni, come Thuram e Desailly, che erano anche tatticamente fortissimi. È un pensiero che evidentemente non sono riuscito a esprimere bene, in pochi secondi. Ricordo bene la frase di ieri sera, non ricordo invece di avere detto nulla durante City-Juventus. Non sono mai stato un razzista, nella mia carriera da allenatore ho allenato tanti ragazzi di colore che mi sono rimasti nel cuore. Non sono razzista e mi dispiace di avere dato questa impressione”. Ecco la frase che ha determinato il licenziamento: