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west ham

Lo stadio come tempio inviolabile, luogo sacro dove squadra e tifosi, uniti come una sola persona, vivono di emozioni e sensazioni che solo il calcio, e le sue passioni sanno dare. Cosa fareste se un giorno qualcuno dei vostri acerrimi rivali, profanasse e violasse il confine di quella che considerate la vostra seconda casa? In Inghilterra, patria del football, in questi giorni impazzano le polemiche legate proprio a quello che potrebbe essere l’ “uso improprio” di uno degli impianti simbolo della storia del glorioso calcio anglosassone. Seguendo l’esempio di club come l’Arsenal, sono molte le altre società della Premier League inglese che hanno in programma di rifarsi il look, o addirittura costruirsi una nuova casa; tra queste il West Ham e il Tottenham. Gli Hammers infatti al termine della stagione abbandoneranno l’impianto di Upton Park, per trasferirsi nel nuovissimo Olympic Center; fin qui nulla di strano, se non fosse per i tifosi che dovranno abituarsi al trasloco, sacrificando storia e tradizione, per adeguarsi ai tempi del calcio moderno.

Un problema da poco, se rapportato alla vera e propria guerra che potrebbe scatenarsi a Londra per via della richiesta avanzata nel frattempo dal Tottenham di utilizzare proprio il vecchio Upton Park per disputare le partite interne a partire dal 2017. Anche gli Spurs hanno in programma alcuni lavori di ampliamento e rifacimento del loro stadio, il White Art Line, e hanno pensato di virare proprio sulla vecchia casa dei rivali cittadini; richiesta che ha ovviamente trovato il parere contrario del club e dei suoi tifosi, come sottolineato dal vice presidente del West Ham Karen Brady che ha ribadito l’esistenza “di un accordo secondo il quale nessun altro club può giocare ad Upton Park senza il permesso del West Ham, escludendo categoricamente che qualsiasi squadra di calcio, tra cui il Tottenham, possa utilizzare il terreno per giocare le proprie partite casalinghe a meno che il consiglio del West Ham non dia loro il permesso di farlo“. Dopo il “no” ricevuto per Wembley, dove pare possa accasarsi ben presto il Chelsea alle prese con i lavori a Stamford Bridge, la dirigenza del Tottenham attende la risposta della FA e sta vagliando altre soluzioni per evitare quello che sarebbe un caso diplomatico difficilmente gestibile. Perché non c’è niente peggio che dare ospitalità e aiuto al tuo peggior nemico…

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