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“Wayne Rooney è un leader, il miglior giocatore della storia del calcio inglese; siamo fortunati ad averlo con noi”. A parlare è Ander Herrera, centrocampista del Manchester United di Louis Van Gaal, protagonista assieme al capitano e bandiera dei Red Devils del netto successo (0-3) sul campo dell’Everton. Trasferta stregata da tre anni, che invece stavolta ha regalato la passerella d’onore all’ex idolo del Goodison Park, quel Wayne Rooney sempre più decisivo per le sorti del suo club; ormai prossimo ai trent’anni, li compirà la settimana prossima, il campione di Liverpool è diventato maturo, senza perdere la sua straordinaria capacita di andare in rete, unita alla capacità di giocare praticamente a tutto campo.

E se gli anni passano, le certezze restano, come quella di Rooney per il Manchester United, finalmente in lotta per il titolo dopo l’addio a Sir Alex Ferguson; ad applaudirlo stavolta, anche il suo ex pubblico, per cui è sempre stato un traditore quando nel 2004 accettò la corte del tecnico scozzese. Odiato e fischiato, fino allo scorso 2 agosto, giorno dell’addio al calcio giocato dell’ex attaccante dei Toffies Duncan Ferguson; quel giorno Rooney è tornato a vestire la maglia del suo primo club, indossando addirittura anche la fascia di capitano. I suoi rapporti con la tifoseria dell’Everton, per nulla idilliaci, si sono così raffreddati, fino alla calda accoglienza riservatagli sabato; al suo gol, il terzo che ha chiuso la pratica in anticipo, solo applausi di gratitudine.

Una rete all’apparenza innocua, come le tante altre realizzate in carriera, che ha invece segnato un altro passo verso la storia; dopo aver eguagliato Andy Cole a quota 187 nella storia dei marcatori di Premier di tutti i tempi, il suo obiettivo è ora Alan Shearer , lontanissimo con i suoi 260 gol. Con la maglia del Manchester United invece, ha toccato quota 236 centri, a una sola lunghezza da Denis Law e non distante dal miglior cannoniere ammirato a Old Trafford, una leggenda come Bobby Chartlon (leader con 249 reti).

Chartlon che ha dovuto già cedergli lo scettro di miglior marcatore della storia della nazionale inglese, battuto il mese scorso in occasione del match con la Svizzera. Record in serie e nessuna voglia mollare; ecco perché, come sostenuto da Herrera, siamo davanti al giocatore inglese più forte di sempre.

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