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Drago

E’ reduce da una roboante vittoria sullo Spezia, che è valsa al suo Cesena il terzo posto in classifica, a pari punti con il Cagliari e a -1 dalla capolista Crotone. Massimo Drago però preferisce volare basso, l’obiettivo è quello di tornare in Serie A ma nella griglia delle favorite vede altre squadre. Di questo, del “suo” Crotone e dei tanti giovani in rampa di lancio, ha parlato il tecnico del Cesena alla Gazzetta dello Sport.

Sulle ambizioni del Cesena: “Abbiamo quasi 10mila abbonati, veniamo dalla A, abbiamo uno stadio meraviglioso e una storia importante: per questo siamo visti come una grande. Ma Cagliari, Spezia e Bari sono superiori, poi ci sono altre 13-14 che possono ambire alla A e tra quelle ci siamo anche noi”.
La squadra è ricca di giovani con tanto talento, ma ancora da formare. Sul loro futuro Drago però non ha nubbi: “Kessie, Garritano, Caldara e gli altri: questo è il progetto, fare bel calcio valorizzando i giovani. In tanti andranno in A, vedrete. E Gomis garantisce gran rendimento. Sensi? Ha qualità tecniche importanti, vede la giocata prima degli altri. Ho rivisto il centrocampo di Zeman a Pescara con Kone-Verratti-Cascione: ho messo Sensi, gli altri due già sono qui, e non mi è sembrato vero”.
A chi dunque il ruolo di favorita? Il “suo” Crotone sta volando, ma Drago non ha rimpianti: ” E’ la squadra della mia città, sono stato tifoso, giocatore e allenatore. La società merita, l’allenatore è bravo e i giocatori sono fantastici, l’anno scorso abbiamo sofferto insieme e poi festeggiato. Invidia per Juric? Ma no… Se ci fossi stato io la squadra non avrebbe fatto così bene. Avevo dato tutto, dovevo cambiare. Cagliari? Sono i più forti”

Il Cesena sta andando bene sotto la sua guida, ma Drago non dimentica chi lo ha precedeuto, Pierpaolo Bisoli: “Ha fatto la storia di questo club. Abbiamo due modi diversi di interpretare il calcio, ma viviamo la partita con la stessa passione. Quel coro mi ha fatto enorme piacere: io non vado sotto alle curve perché i giudizi cambiano in fretta, però un invito da una curva così è come un invito a cena da una bella donna”.
La Romagna è la terra natia di tanti allenatori, tra cui Sacchi, di cui Drago sogna di emulare le gesta: “Ho studiato la storia, tutta la Romagna è terra di grandi tecnici: mi basterebbe fare il 10% di Lippi, Sacchi o Zaccheroni. Da ragazzo tifavo Milan, quindi ho ammirato Sacchi, molto innovativo. Chi amava e studiava il calcio, aveva piacere a vederlo: la linea difensiva, il pressing, gli automatismi”.
A Cesena Drago ha firmato un contratto di un solo anno, con opzione per il secondo da conquistarsi sul campo. A spronarlo, involontariamente, è stato proprio il presidente: Lugaresi mi ha detto: non posso farle un biennale, non la conosco. Ecco, mi ha colpito nell’orgoglio, ho pensato: adesso mi devo far conoscere”.