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Clamoroso in Spagna: a poche settimane dall’attesissimo “Clasico” tra Real Madrid e Barcellona, in programma il 21 novembre, dalla stampa spagnola arriva una vera e propria bomba: secondo quanto riportato dai quotidiani Esportiu, Mundo Deportivo e Sport, un guardalinee avrebbe denunciato alle autorità un tentativo di pressione da parte di terzi in vista della partita.

A presentare la denuncia alla procura anticorruzione di Barcellona, è stato l’avvocato Jacinto Vicente Hernandez. Il nome del suo assistito, il guardalinee in questione, è rimasto segreto, anche se la cerchia è piuttosto ristretta trattandosi di un “papabile” designato per dirigere la gara più importante della Liga. Il destinatario della denuncia è invece assai noto: trattasi di Jose Angel Jiménez Muñoz de Morales, membro del comitato tecnico degli arbitri piuttosto noto in patria per la sua vicinanza ad ambienti di estrema destra (nel 1999 prese parte alle elezioni della Comunidad de Madrid nella lista “Falange Española”).
Stando alla denuncia, nello specifico Muñoz de Morales avrebbe contattato uno degli arbitri favoriti per l’assegnazione del match e gli avrebbe detto a chiare lettere di “cercare di arbitrare in un certo modo, che in definitiva consisteva nel danneggiare gli interessi di uno dei club, il  Barcellona”.
Solo a questo punto l’arbitro contattato da Muñoz de Morales avrebbe chiamato il segnalinee per comunicargli delle pressioni ricevute e per dirgli che “sarebbe  stato più opportuno che le decisioni più difficili in quella partita  le avesse prese l’arbitro, perché la sua figura è più mediatica, genera più polemiche ed è sottoposta ad un maggior controllo dei  media”. Questa telefonata avrebbe quindi spinto il guardalinee a sporgere denuncia in forma anonima.
La Guardia Civil ha aperto un’inchiesta che potrebbe allargarsi e coinvolgere più soggetti, mentre Muñoz de Morales si è in principio nascosto dietro il più classico dei no comment: “Non voglio commentare per ora. Ho sentito di questa, ho letto e ho visto cosa sta accadendo, ma per ora non voglio aggiungere altro”, salvo poi passare all’attacco: “E’ inaudito. Non so da dove venga questa cosa, ma è una situazione kafkiana, un paradosso, per non dire altro”.

 

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