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85 - Henrikh Mkhitaryan
85 - Henrikh Mkhitaryan
85 – Henrikh Mkhitaryan

Oggi alle 17.00 il Borussia Dortmund scenderà in campo a Baku per affrontare il Quabala, match valido per la terza giornata di Europa League. I tedeschi dovranno però rinunciare ad uno dei loro “pezzi da 90” per un motivo che travalica il calcio e lo sport in generale: il trequartista armeno Mkhitaryan non è stato infatti convocato in via precauzionale, poiché “persona non gradita in Azerbaigian. A cosa è dovuta questa situazione?

Siamo alla fine degli anni ’80 e nell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche si respira aria di secessione. Il grande blocco inizia a vacillare ed a confine tra Azerbaigian ed Armenia, per la precisione nella regione a maggioranza etnica armena del Nagorno-Karabakh, iniziano pesanti episodi di violenza figli di screzi ormai risalenti al post Prima Guerra Mondiale. L’escalation avviene nel momento in cui, nel 1990, l’Azerbaigian decide unilateralmente di abbandonare l’Unione, senza tenere conto di una legge sovietica che permetteva a regioni autonome di poter decidere di resistere alla secessione separandosi dal Paese di appartenenza. Il Nagorno-Karabakh, infatti, applica alla lettera questo regolamento, votando per la costituzione di una nuova entità politica: la Repubblica del Karabakh Montagnoso. L’Azerbaigian si affrettò a decretare l’abolizione della nuova identità autonoma, ma la Corte sovietica respinse questa istanza considerando questo potere ormai al di fuori della competenza della Repubblica Azera. Nel 1992, con la proclamazione ufficiale della nuova repubblica, si passò dunque dalle parole ai fatti: l’Azerbaigian iniziò i bombardamenti nella regione autonoma, mentre l’Armenia si schierò apertamente a sostegno del Nagorno-Karabakh. La fine del conflitto non si vede tutt’ora, con la regione pesantemente militarizzata e l’Azerbaigian pronto a tornare alla carica, ma attualmente ed esclusivamente de facto, la Repubblica del Nagorno Karabakh mantiene la sua indipendenza occupando 1/6 dello stato a cui in precedenza apparteneva politicamente.

Dopo questo rapido excursus storico, appare chiaro il perchè tra armeni ed azeri non corra certo buon sangue. Ad accendere ulteriormente gli animi ci ha pensato lo stesso Mkhitaryan, recatosi tempo fa proprio nel Nagorno a manifestare la sua solidarietà verso le famiglie dei soldati caduti nel conflitto. Per lui rischio addirittura di arresto, pericolo che la società tedesca ha pensato di scongiurare lasciando il giocatore a Dortmund. Ennesimo caso in cui la politica prende il sopravvento su uno sport che avrebbe, sulla carta, il compito di unire più che dividere, ed ennesimo caso che i massimi vertici della Uefa non sono riusciti a gestire in maniera serena e lineare. Riuscirà un giorno il calcio ad essere soltanto un mezzo di pura rivalità sportiva e divertimento?

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