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europa League
Turno infrasettimanale di coppe europee dai due volti per le italiane coinvolte in Europa League: Napoli e Lazio si impongono in trasferta mentre la viola è costretta a piegarsi allo spirito di dedizione e sacrificio dei polacchi del Lech Poznan. Due vittorie e una sconfitta che fanno ridere solo in parte il nostro ranking Uefa, in un certo senso delegittimato anticipatamente in questa tornata di partite dalle prove a metà di Juventus e Roma in Champions League, mentre le inglesi si rianimano dopo un inizio stagione da incubo.

STAGIONE NEL VIVO Con l’autunno che inizia a farsi sentire sul serio si entra nel vivo della stagione tutta, campionato, Champions League, Europa League, a breve anche i primi incontri di Tim Cup; insomma il calcio si tira a lucido per tutti i suoi amanti tant’è che chi non ha impegni se ne inventa di nuovi, o riciclati, solo per ostentare clamore mediatico (Trofeo Berlusconi, do you know?). Nel frattempo le sfide dei gironi di EL si fanno intense con trasferte che possono e devono far riflettere soprattutto quando bisogna pensare a viaggi continentali in climi ben più rigidi del nostro, minuzie che non si rivelano tali anche perchè i giocatori sono esseri umani e non macchine come qualcuno è solito pensare e, alla fine della fiera, la vera stanchezza non è tanto quella che si prova nei polpacci o alla cervicale quanto quella mentale, stress vero e proprio, che limita le peculiarità tecniche molto più di quanto non accada quando si ha a che fare con un acciacco fisico.

LE NOSTRE Volano Napoli e Lazio, entrambe al primo posto solitario nel proprio girone. I partenopei sbranano letteralmente il Midtjylland sul proprio campo grazie ad un Gabbiadini a cui Sarri a cucito addosso il vestito di “riserva di lusso”, un altro piccolo passo verso l’infinito di un tecnico arrivato tra mille critiche e che adesso sta riscuotendo i frutti del proprio lavoro con tanto di fervore della piazza, insomma potrebbe davvero essere l’anno giusto per i campani che adesso potranno gestire il doppio impegno con calma spinti da un entusiasmo tutto nuovo al quale tutti hanno imparato a credere. Discorso simile per la Lazio, i capitolini sono una realtà da diversi anni, semmai il problema degli uomini di Pioli resta quello della continuità, un salasso che costa spesso e volentieri punti e posizioni in Serie A, soddisfazioni e qualificazioni in Europa. La rosa biancoceleste non può vantare la stessa qualità delle altre big soprattutto in termini di ricambi e il fatto che ieri la truppa Lotito abbia saputo sopperire all’espulsione ad inizio match di Mauricio portando comunque a casa il risultato lascia intravedere quanto di buono c’è nel lavoro fatto dal tecnico ex Bologna. Nota finale per una Fiorentina che ama complicarsi la vita: precisa e battagliera in Serie A, sorniona e sbadata in Europa League; con Montella si verificava spesso l’inverso, della serie “ogni cosa giusta rivela il suo contrario”.

COME CAMBIA Adesso veniamo a noi, se è vero infatti che la fase a gironi di Europa League permette il turnover molto più di quanto non si faccia in Champions League o nella conseguente fase ad eliminazione diretta, bisogna ammettere come non riuscire a conquistare la qualificazione, meglio ancora il primo posto nel proprio raggruppamento, risulti essere una pesante incognita per il futuro. Chi deve difendere la propria posizione avrà dalla sua maggior tranquillità nell’approcciare tutti gli impegni, campionato compreso, chi invece è chiamato a rincorrere potrebbe finire per consumare tutte le proprie energie, mentali e non, trovandosi senza benzina già con l’arrivo dell’inverno. Mind games: voglia di fare, motivazioni e stanchezza mentale si fondono insieme in settimane e mesi in cui spesso sentiremo spesso parlare di obbiettivi identificati salvo poi veder ritrattare tutto all’ultimo momento.

Stefano Mastini

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