SHARE
MANCHESTER, ENGLAND - AUGUST 22: Chris Smalling of Manchester United gives instructions during the Barclays Premier League match between Manchester United and Newcastle United at Old Trafford on August 22, 2015 in Manchester, United Kingdom. (Photo by Julian Finney/Getty Images)
MANCHESTER, ENGLAND - AUGUST 22: Chris Smalling of Manchester United gives instructions during the Barclays Premier League match between Manchester United and Newcastle United at Old Trafford on August 22, 2015 in Manchester, United Kingdom. (Photo by Julian Finney/Getty Images)
Chris Smalling, 26 anni il prossimo 22 novembre, tra i migliori nel derby di Manchester.

Da un derby a un altro, passando in poco meno di un anno, da “stupido” (parole del suo allenatore) a “futuro leader e possibile capitano del Manchester United”. 2 novembre 2014, Chris Smalling si becca due cartellini gialli nel giro di 39’, lasciando i suoi in dieci uomini per larga parte del match, vinto dai Citizens grazie a un gol del solito Kun Aguero. Nell’infuocato post partita, Louis Van Gaal non esita a definire stupida l’espulsione del suo difensore, folle e ingenua al tempo stesso, perché “una volta che hai già ricevuto un cartellino, non puoi essere così poco intelligente…”. Sembrava l’inizio della fine dell’avventura del venticinquenne difensore inglese nel club nel quale gioca dal 2010, da quando Sir Alex Ferguson lo prelevò dal Fulham; quasi tutti erano pronti a scommettere che dopo lo sciagurato episodio fosse prossimo a sparire dai radar del tecnico olandese, curioso osservare come un anno dopo, sia tra i punti di forza del nuovo United di nuovo in lotta per la Premier League.

Una crescita costante e confortante, tanto da meritarsi un’investitura importante e i complimenti del proprio allenatore, per il quale lavorare sui difetti di un giocatore fino a trarne effettivi miglioramenti è una delle vittorie più belle che questa professione possa regalarti. Un anno fa, da buon capitano, Wayne Rooney fu tra i pochi a difendere il compagno (“Smalling è dispiaciuto per l’espulsione, sono sicuro che imparerà da questa situazione”), oggi è ancora lui a definirlo “uno dei tre centrali più forti al mondo, un giocatore dal quale sono rimasto molto colpito che sta maturando fino a diventare un vero leader della nostra difesa. E’ bello averlo come compagno di squadra sia al Manchester che in nazionale e spero davvero possa continuare così”.

Rooney prodigo di elogi nei confronti di Smalling, così come Van Gaal, uno che difficilmente in carriera si è esposto in maniera così evidente; fondamentale nella capacità di ricevere consigli dalla panchina e trasmetterli in campo ai compagni, un leader che potrebbe presto diventare anche il capitano dei Red Devils. “Dopo Wayne Rooney e Michael Carrick, anche Smalling può fare il capitano. Sono stato io a spingerlo verso questa situazione e lui sta migliorando; De Gea ha il compito di osservare la partita, mentre dai miei difensori centrali esigo che parlino tra loro, fino ad avere una visione d’insieme. Lui ha accettato velocemente, è un leader e sta migliorando anche dal punto di vista tattico”.

SHARE