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Inter Milan's goalkeeper Samir Handanovic (R) saves a goal against Bologna's Mattia Destro (L) during their Serie A soccer match at the Renato Dall'Ara stadium in Bologna October 27, 2015. REUTERS/Giampiero Sposito
Inter Milan's goalkeeper Samir Handanovic (R) saves a goal against Bologna's Mattia Destro (L) during their Serie A soccer match at the Renato Dall'Ara stadium in Bologna October 27, 2015. REUTERS/Giampiero Sposito
La miracolosa parata di Samir Handanovic su Mattia Destro in Bologna-Inter.

Un giro di boa importante e significativo, quello da cui trarre il primo bilancio di questo inizio stagione. E anche se a maggio mancano ancora 28 gare, alzi la mano chi si aspettava di ritrovare Samir Handanovic in vetta ai portieri meno battuti del nostro campionato; al di là della serataccia vissuta a San Siro nel match con la Fiorentina, lo sloveno è tornato a fare quello che non gli riusciva ormai dai tempi di Udine, parare e essere decisivo. Facile con la ritrovata solidità difensiva della nuova Inter di Mancini, cui gli innesti di Miranda e Murillo ma evidentemente anche quelli a centrocampo, hanno ridato la sicurezza che sembrava smarrita ma in questo piccolo primato c’è molto dell’apporto del trentunenne di Lubiana.

Dieci partite, sette gol subiti. Non male, dopo tre stagioni soffertissime nelle quali raccogliere palloni in fondo al sacco sembrava essere diventato il suo nuovo ruolo; spesso oggetto di un vero e proprio tiro al bersaglio, soprattutto nel suo primo anno in nerazzurro con Andrea Stramaccioni in panchina, le cose erano migliorate con Mazzarri, prima della debacle dello scorso anno. Mai troppo amato dal popolo interista, abituato ai prodigi di Julio Cesar, Handanovic ha faticato non poco a imporsi, soprattutto a livello di personalità e capacità di tenere alta la tensione nel corso di tutti i 90’ perché, si sa, un portiere può anche essere chiamato in causa soltanto una volta ma deve rispondere presente. Una dote comune soltanto ai grandi della storia, mai veramente propria dell’estremo difensore dell’Inter.

Il ricordo del portiere sempre battuto al primo tentativo a rete è stato però cancellato da queste prime partite (esclusa, come detto, la serata disastrosa del 1-4 casalingo subito in casa dalla Fiorentina). Negli occhi di tutti, l’ultima grande prodezza di Bologna, la classica “parata da tre punti” che ogni portiere vorrebbe compiere; un altro segnale di come il trend sia stato finalmente invertito, perché altrimenti la conclusione a botta sicura di Destro sarebbe finita in porta. Fortuna certo, dalle immagini sembra più l’attaccante a divorarsi il gol colpendo Handanovic, ma anche talento e classe, quella che un ex grande del passato come Luca Marchegiani gli ha riconosciuto nel post partita: “E’ una parata strepitosa, che quando la vedi ti chiedi come abbia fatto. E’ chiaro che se Destro avesse angolato la conclusione sarebbe stato fisicamente impossibile pararla. Ma il piazzamento è un valore. La deviazione decisiva è con la spalla ma la posizione del corpo è fondamentale. Se fosse stato più sbilanciato all’indietro la palla sarebbe entrata”.

Del resto è sempre difficile stabilire dove finiscano i demeriti di un attaccante e dove inizino quelli di un portiere, ma intanto l’Inter ha registrato la difesa anche grazie all’apporto di Handanovic, bravo e fortunato come una volta. Troppo per rimpiazzare Julio Cesar, ma abbastanza per meritarsi a pieno la stima e la fiducia dell’ambiente nerazzurro, che forse adesso lo amerà un pò di più.